UN #TELE CI SALVERA’

Sappiamo che nulla sarà più come prima. Dopo che avremo sconfitto il #CoronaVirus, saremo persone diverse. Ci voleva un astro capriccioso che si è messo ad orbitare al rovescio per insegnarci a lavarci le mani, a tenere una certa distanza dai nostri interlocutori. Ne usciremo con un retroterra di educazione al cloud. Isolati – volenti o nolenti – dalle relazioni umane vere, che il mondo eterico ci fa sempre più rifuggire. Ci siamo riscoperti affamati di vita, annegando in Internet alla ricerca di rifornimento affettivo. Le protesi del nostro corpo digitale sempre all’erta, in una continua fomo fear, che ci fa restare eternamente connessi.

Eccoci quindi più inclini ad utilizzare il prefisso #tele. Un lemma divenuto virale, nel senso buono del termine.

Telelavoro: che liquefa il rapporto di lavoro, facendolo divenire ad un tempo intelligente (smart) e diluito nel tempo e nello spazio.

Telemedicina: il futuro, per gestire grandi masse di persone ammalate, in un mondo in cui i medici sono sempre meno. Le tecnologie virtuali per fornire assistenza sanitaria al di fuori delle strutture sanitarie tradizionali. Teleconsulto, operato via skype sempre più spesso. Tele riabilitazione: per i pazienti anziani che è meglio che stiano in casa.

L’impostura del digitale ci traghetterà fuori dal pantano, con un #tele. Archivieremo tutto nel cloud. Anche il Coronavirus.

Blog di: 
Alessia Chinellato
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