UN #TELE CI SALVERA’

Sappiamo che nulla sarà più come prima. Dopo che avremo sconfitto il #CoronaVirus, saremo persone diverse. Ci voleva un astro capriccioso che si è messo ad orbitare al rovescio per insegnarci a lavarci le mani, a tenere una certa distanza dai nostri interlocutori. Ne usciremo con un retroterra di educazione al cloud. Isolati – volenti o nolenti – dalle relazioni umane vere, che il mondo eterico ci fa sempre più rifuggire. Ci siamo riscoperti affamati di vita, annegando in Internet alla ricerca di rifornimento affettivo. Le protesi del nostro corpo digitale sempre all’erta, in una continua fomo fear, che ci fa restare eternamente connessi.

Eccoci quindi più inclini ad utilizzare il prefisso #tele. Un lemma divenuto virale, nel senso buono del termine.

Telelavoro: che liquefa il rapporto di lavoro, facendolo divenire ad un tempo intelligente (smart) e diluito nel tempo e nello spazio.

Telemedicina: il futuro, per gestire grandi masse di persone ammalate, in un mondo in cui i medici sono sempre meno. Le tecnologie virtuali per fornire assistenza sanitaria al di fuori delle strutture sanitarie tradizionali. Teleconsulto, operato via skype sempre più spesso. Tele riabilitazione: per i pazienti anziani che è meglio che stiano in casa.

L’impostura del digitale ci traghetterà fuori dal pantano, con un #tele. Archivieremo tutto nel cloud. Anche il Coronavirus.

Blog di: 
Alessia Chinellato
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Strane vacanze post covid, alla scoperta dei borghi nostrani. Comunque col telefonino e la mascherina. Ogni smartphone ha una macchina fotografica all'interno. Di ottima qualità. Tanto che - con l’avvento degli smartphone-  il mercato delle macchine fotografiche si è ridotto dell’87%.

Violenza inaudita, giochi assurdi. Foto raccapriccianti. E chissà cos’altro.  Pare che l'adolescenza sia scomparsa. Un'età che non esiste più. Nativi digitali, i nostri figli imparano prima e meglio di noi a destreggiarsi nell’etere. E non sanno più cosa sia la manualità.

Quella con Daniele Mencarelli è stata una conoscenza fatta durante il lockdown. Un contatto tra lettore ed autore. Domande semplici e dirette, fatte in punta di piedi e lanciate ad un indirizzo e-mail scovato in rete, cui neppure pensavo avrei ricevuto risposta.