Indagini sull'incubo di una bambina malata

INTERVISTA L’ultimo romanzo di Ilaria TutiLuce nella notte” (Longanesi, p. 280, euro 18). non è come gli altri. E’ stato scritto dopo una tragedia, la perdita di Sarah, la sua nipotina scomparsa quest’estate dopo una malattia fulminante (i proventi del libro andranno devoluti al centro di riferimento oncologico di Aviano a favore della ricerca sul sarcoma di Ewing). Sarah che aveva nove anni come Chiara, la bambina protagonista di “Luce nella notte”, esclusa dal mondo per una patologia per cui può vivere solo al buio. E’ da lei, dal suo piccolo cuore tremante, che parte la nuova difficile indagine della detective profiler Teresa Battaglia che deve scoprire il mistero che sta dietro il sogno spaventoso che perseguita la bambina, la sparizione di un ragazzino in un bosco vicino a casa.

Ilaria, chi è per lei Chiara?
«Chiara è ispirata a Sarah, figlia della sorella di mio marito che si è ammalata a settembre 2019 ed è mancata ad agosto scorso per un sarcoma dopo un anno difficilissimo. Abbiamo tentato l’impossibile, ma purtroppo non è andata bene. Con certi sarcomi che attaccano i bambini non c’è niente da fare».

Cosa sente di aver perso?
«Dire di averla persa è sbagliato. E’ rimasto così tanto di lei che continuiamo a sentirla tra noi. Non posso pensare che sia finito tutto lì, non sarebbe giusto. Sarah pensava agli altri, diceva che da grande avrebbe voluto adottare i bambini e le bambine senza mamma e senza papà. Lo dico da agnostica, ma ho avuto la sensazione di trovarmi di fronte a un’anima antica».

Anche Teresa Battaglia è fragile, ha una malattia degenerativa. Dove trova il coraggio, la forza di non mollare mai?
«Teresa per me rappresenta un tipo di donna non molto indagato nella letteratura, una donna agée, poco appetibile, poco attraente ma che ha valori universali che scuotono il cuore di chiunque ha davanti, anche il peggior criminale. Di solito pensiamo che sia chi ha più muscoli ad essere più forte, ad avere la meglio nella vita ma non è così. In realtà va avanti chi è più capace di adattarsi e anche di cogliere il momento. Le donne per secoli hanno avuto meno strumenti, ma si sono abituate a scorgere opportunità dove gli altri vedono strade impraticabili: questa è una grandissima forza che Teresa ha ma che abbiamo tutte dentro di noi».

ANTONELLA FIORI