Sanremo, Samuel: "Un cast da miracolo!”

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SANREMO  «Il cast di quest’anno fa gridare al miracolo», così Samuel commenta la lista dei 26 big convocati dal direttore artistico Amadeus per la prossima edizione del Festival della canzone italiana di Sanremo, in scena dal 2 al 6 marzo. Quello scelto da Amadeus, forse proprio in virtù di un’edizione del festival inevitabilmente condizionata dalla crisi sanitaria in atto, è un cast ricco di sorprese, almeno per quanto riguarda il largo pubblico televisivo della Rai, parecchi slot sono occupati infatti da artisti provenienti da quell'universo chiamato Indie.

«Non mi ricordo mai di un Sanremo in cui c'erano cinque/sei realtà musicali che fanno parte della vera scena musicale italiana. È più unico che raro - prosegue il cantante dei Subsonica - è quasi esclusivamente formato da persone che fino a qualche anno fa erano sui palchi in giro per l’Italia, facevano dischi di qualità sui quali si basa tutta la musica underground». Una situazione che non può non richiamare l’esperienza vissuta da Samuel proprio con i Subsonica, quando si presentarono nel 2000 sul palco dell’Ariston da sconosciuti cantando "Tutti i miei sbagli", canzone che dopo fu la più trasmessa e ricordata di quel festival. 

«Quando andammo noi a Sanremo - ricorda Samuel - era ovvio che saremmo arrivati tra gli ultimi, eravamo tre-quattro quelli che facevano un certo tipo di musica, eravamo noi, Max Gazzè e Carmen Consoli credo e andavamo a fare un’altra gara, raccontavamo quella scena musicale in mezzo all’Olimpo della musica pop italiana. Anche quando sono andato da solo - e in questo caso il viaggio con la memoria è più breve, 2017 - è stato un Sanremo che aveva molto del Sanremo tradizionale e poco del nuovo corso della musica italiana, invece stavolta è un Sanremo tutto per loro fondamentalmente».

A prescindere dall’emozione per un pioniere della musica underground di vedere quel mondo rappresentato in massa sulle assi del teatro Ariston, Samuel non potrà che guardare con estrema attenzione il prossimo festival, dato che ben tre artisti che canteranno il loro brano sono stati coinvolti in "Brigatabianca", suo secondo e ultimo album da solista, uscito lo scorso venerdì; si tratta di Colapesce, Fulminacci e Willie Peyote. «Credo che loro abbiano tutti quanti le possibilità per vincere - dice Samuel - ovvio che ci sono stili che sono più tradizionali, più canzoni, se questo Sanremo verrà visto dal pubblico tradizionale e si voterà in maniera tradizionale è probabile che abbiano qualche possibilità in più, ma gli ultimi Sanremo ci hanno fatto capire che può succedere di tutto. La vittoria di Mahmood è stato un piccolo miracolo, ha cambiato molto l’idea di Sanremo di oggi. Loro hanno tutti delle buone possibilità ma bisogna vedere anche la loro presenza su quel palco lì, che è un palco, io l’ho vissuto, che genera molta ansia, non è facile da dominare, devi far fede a tutt'altra esperienza, tutta la tua capacità di gestione dell’adrenalina, ma i miei amici che partecipano sono avvantaggiati perchè gli ho dato degli ottimi consigli».

Consigli che saranno certamente stati presi in seria considerazione dato che provengono da un artista che, con la sua band, proprio da Sanremo ha cominciato un percorso importante «l'augurio che si può fare è che questo passaggio gli renda merito nel tempo - prosegue la voce dei Subsonica - per noi ha rappresentato l’inizio di una carriera che ancora esiste a distanza di anni e per un gruppo è una cosa particolare», cosa molto complessa come abbiamo visto negli ultimi anni con giovani band come Thegiornalisti e Canova