Conte salirà al Colle per dare le dimissioni

  • la crisi di governo

ROMA L’ora “x” dell’ufficializzazione della crisi di governo scatta martedì mattina alle 9, con il Consiglio dei ministri nel corso del quale il premier Conte - come ha fatto sapere in una nota Palazzo Chigi - «comunicherà la volontà di recarsi al Quirinale per rassegnare le sue dimissioni». Subito dopo Conte salirà al Colle per l’incontro con il presidente Mattarella. Una via obbligata per puntare ad ottenere il reincarico con un Conte ter, dopo che Italia Viva aveva ribadito la sua contrarietà alla relazione sullo stato della Giustizia che il Guardasigilli Bonafede avrebbe dovuto presentare mercoledì.

L’ultimo no di Renzi

Ancora ieri mattina il Pd con Bettini aveva chiesto un “segnale” ai renziani, ma l’ex premier aveva fatto sapere ai suoi che non era prevista alcuna ipotesi di astensione. Così si sale al Colle e si pensa ad un azzeramento della squadra. Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, ha subito commentato: «Con Conte per un nuovo governo chiaramente europeista e sostenuto da una base parlamentare ampia, che garantisca credibilità e stabilità per affrontare le grandi sfide che l’Italia ha davanti». Un esecutivo, quindi, che potrebbe tenere dentro, oltre la componente dei “volenterosi” anche eventualmente renziani e forzisti, in uno schema nel quale Renzi dovrebbe non essere determinante. Intanto si susseguono riunioni e vertici delle forze di maggioranza. Anche il Movimento 5 Stelle, pur alzando le barricate contro il senatore di Rignano, potrebbe aprire ad un ritorno al dialogo, a patto che il leader di Iv non faccia parte dell’esecutivo e così non possa dettare la linea. Il pallino è comunque nelle mani del presidente del Consiglio che, prima di andare a rassegnare le dimissioni da Mattarella, ha cercato in tutti i modi di ottenere un accordo blindato sul Conte ter. Garanzie che non sono arrivate, mentre la strada del passaggio delle dimissioni non è priva di insidie.

Il M5S fa quadrato

Ecco perchè il M5S ha voluto mettere nero su bianco di essere al fianco del Capo dell’esecutivo, schierandosi compatto sull’ipotesi di un suo reincarico. Infine Berlusconi ha rilanciato un governo di “salvezza nazionale”. «La strada maestra è una sola - ha detto il leader di Fi - rimettere alla saggezza politica e all’autorevolezza istituzionale del Capo dello Stato di indicare la soluzione della crisi, attraverso un nuovo governo che rappresenti l’unità sostanziale del Paese in un momento di emergenza oppure restituire la parola agli italiani».

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