Venti forti e nubifragi Po salito di oltre 3,5 metri

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Un doppio vortice ciclonico renderà il fine settimana tempestoso con venti che aumenteranno d'intensità e con l'arrivo di un'altra sfuriata di piogge battenti. Nel pomeriggio di sabato il tempo andrà gradualmente migliorando con le precipitazioni che rimarranno soltanto sul Friuli Venezia Giulia (neve a 500m) e sugli Appennini (neve a 1000m). La pausa dal maltempo però sarà davvero breve in quanto già dalla sera si avvicinerà all'Italia il secondo ciclone

Già domenica piogge e temporali si abbatteranno con forza sulla Sardegna e ancora una volta su tutte le regioni tirreniche. Particolare attenzione dovrà essere tenuta sulla Toscana meridionale, Lazio, Campania e Calabria dove sono attesi veri e propri nubifragi con intense mareggiate sui litorali.  Il Libeccio soffierà da tempesta su gran parte dei bacini che saranno di conseguenza agitati o molto agitati e con diffuse mareggiate sulle coste della Sardegna occidentale e su tutte quelle tirreniche dalla Toscana alla Calabria settentrionale. 

Sabato 23 al nord, ultime piogge, poi solo sul Friuli. Al centro, migliora nel corso del giorno. Al sud, instabile sul basso Tirreno.

Domenica 24 al nord, parzialmente nuvoloso. Al centro, forte maltempo su Toscana, Umbria, Lazio e Sardegna. Al sud, nubifragi su Campania e Calabria, piogge altrove.

Lunedì 25 al nord, bel tempo. Al centro, maltempo con neve a 800 metri. Al sud, instabile sul basso Tirreno.

Intanto il livello del fiume Po si è alzato di quasi 3,5 metri nelle ultime 24 ore sotto la spinta della nuova ondata di maltempo: a Modena sono stati chiusi in via precauzionale ponti sul fiume Secchia. La Protezione civile ha lanciato l’allerta rossa per la pianura reggiana in Emilia-Romagna evidenziando anche il rischio di criticità idrogeologiche e idrauliche da nord a sud del Paese, a causa della vasta area depressionaria. La situazione del più grande fiume italiano  è rappresentativa dello stato dei corsi d’acqua che si gonfiano per le piogge e lo scioglimento del manto nevoso con il rischio di allagamenti diffusi nelle campagne e nelle città. Lungo la Penisola sono ben 91,3% dei comuni italiani hanno parte del territorio in pericolo di dissesto idrogeologico, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Ispra. Su un territorio fragile – continua la Coldiretti – si abbattono i cambiamenti climatici con il moltiplicarsi di eventi estremi con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo che ha fatto perdere oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra cali della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne con allagamenti, frane e smottamenti. L’anno appena iniziato conta già 27 eventi estremi tra grandinate, tornado, nevicate anomale, valanghe e bombe d’acqua che hanno colpito lungo tutta la Penisola provocando danni nelle città e nelle campagne ma anche vittime, secondo l’analisi della Coldiretti su dati dell’European Severe Weather Database.

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