Con il lockdown tutti pazzi per cani e gatti

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ROMA. «Nonno Ciro  è un cagnone di 17 anni, è stato recuperato tre anni fa in una cantina quando è morta la sua proprietaria. La sezione Enpa di Val della Torre lo ha  accolto e nonno Ciro è diventato per il Rifugio una vera mascotte. La sua, una vera storia di resilienza. Nonno Ciro, infatti, negli ultimi tre anni ha vinto contro ben tre tumori, operati con successo. Per lui a dicembre, la grande sorpresa! Una famiglia ha visto il suo appello su Facebook e si è innamorata di lui. Oggi nonno Ciro vive felice nella sua nuova casa». Sarà che la pandemia ci ha reso sempre più soli nelle nostre case , ma di storie come quella di Nonno Ciro ne leggiamo sempre di più. Nel 2020 in Italia, certifica l’Enpa,  hanno trovato casa  8100 cani e 9500 gatti, oltre il 15% in più rispetto al 2019. Un incremento che in alcune città sale fino al 20% o al 40%. . «Mai come in questo momento aprire la propria casa a un animale significa fare un gesto generoso che viene ampiamente ripagato. Riceviamo amore, contatto, vicinanza da creature che non mettono in alcun modo a rischio la nostra sicurezza,” ci conferma Carla Rocchi, Presidente nazionale Enpa. 

L’esperta cinofila
Il pensiero che sorge adesso è se, passata la fase della pandemia, questi animali resteranno nelle famiglie adottive o si riprenderà con gli abbandoni. Giusy D’Angelo, esperta cinofila e membro della giunta nazionale dell’Enpa,  spiega a Metro che «le procedure di adozione sono sempre più rigorose». Quando si sceglie di adottare un animale «ci si rivolge necessariamente al rifugio situato sul territorio. Sono diminuite le cosiddette staffette», che consentono di adottare a Milano un cane che viene dalla Sicilia e che si è visto solo in foto. «La pandemia  - continua Giusy -ha sviluppato una maggiore sensibilità e qaindi anche una maggiore consapevolezza nella scelta. L’Enpa ha puntato molto in questi mesi sul cosiddetto “Match option”, cioè l’attribuzione di un individuo idoneo (che sia cane o gatto) a determinate condizioni di vita». Per fare questo l’Enpa organizza prima delle video- chiamate, poi uno o più appuntamenti per conoscere l’animale. «Sono sicura che il sistema funziona. Il 25% in più di adozioni è determinato -  precisa l’esperta -  dalla razionalizzazione del motivo per cui oggi si adotta un animale per la vita».

La storia di Toby
«Toby era un cane particolare, perché deteneva il non invidiabile primato di cane da più tempo ospite nel canile, e la sua adozione è arrivata quando ormai nessuno ci sperava più, dal momento che tutti gli appelli che avevamo fatto per lui sembravano essere caduti nel vuoto.
Toby aveva fatto il suo ingresso nel canile di Monza nel lontano 6 giugno 2015, ceduto dalla famiglia che lo aveva con sé da ben 5 anni per la morte del suo padrone. Molto diffidente, sia per problemi motivazionali dovuti a quel mix di razze orientali, chow chow e sharpei, che certo non facilitano gli approcci con gli estranei, sia per le esperienze passate, la relazione con lui è stata costruita giorno dopo giorno. Il gruppo delle educatrici cinofile ENPA ha fatto un grosso lavoro per aiutarlo a fidarsi delle persone e approcciarsi a loro con un po’ più di fiducia .Anche il suo inserimento nel Progetto Famiglia a Distanza, dove ha trovato diverse famiglie che lo hanno scelto, conosciuto e amato, lo ha aiutato nel suo percorso. Nonostante gli indiscutibili progressi, però, un’adozione tardava ad arrivare… fino a quando, verso febbraio, Francesco, un ragazzo alla sua prima esperienza, è venuto in canile per cercare un compagno di vita. Dopo il colloquio preliminare sembrava davvero la persona giusta per Toby e Francesco ha accettato la proposta di intraprendere un percorso di conoscenza per arrivare a una futura adozione. Così quell’adozione che tanti speravano è arrivata!Toby ha davvero trovato un papà eccezionale che lo ha accolto nella sua casa e il rapporto tra i due va sempre meglio!».

La storia di Fortuna
romaLa famiglia di Fortuna passa un momento molto difficile. Costretti a vendere la propria casa, a causa di problemi economici, nonostante 10 anni di vita condivisa con i loro animali si rivolgono all’Enpa di Val della Torre (Piemonte) per capire la possibilità di affidare i loro 4 cani, per continuare a garantirgli una esistenza dignitosa. Tra loro c'è anche la non più giovanissima Fortuna di 14 anni. Ma per Enpa tutti i cani hanno diritto ad una casa a prescindere dalla carta di identità. Il suo appello viene condiviso sui social.
Non è facile per lei, cane anziano e nero, colore verso il quale esiste troppo spesso un vero e proprio pregiudizio. Fortuna però, complice forse un po’ il suo nome e i suoi occhioni dolci, colpisce dritto al cuore Valentina, che di cani neri ne ha già adottato uno. E’ subito amore. Fortuna oggi è amata nella sua nuova casa con Valentina e la cagnolina Ashley.

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