Covid, cremazioni vicine al collasso

  • Roma

ROMA È scontro tra Ama e sindacati sul caso delle oltre 2.000 salme ancora in attesa di essere cremate. Un servizio vicino al collasso, per il quale l’Azienda municipalizzata per l’ambiente indica l’incremento di decessi legati al Covid come unica causa.

«Nel 2020 ci sono stati 3.000 decessi in più rispetto all’anno precedente, tutti concentrati negli ultimi tre mesi. I servizi cimiteriali di Ama lavorano 6 giorni su 6, con 200 cremazioni al giorno, il limite massimo previsto», ha spiegato l’amministratore unico di Ama Stefano Zaghis ieri mattina in commissione ambiente, durante un confronto con i sindacati, che hanno ribattuto. «In Lombardia sono morte circa 27 mila persone per il Covid e nel Lazio 4 mila. Mettere il numero chiuso alle cremazioni nella Capitale è una norma vergognosa e che fa schifo. Si mandano i morti di Roma in giro per l’Italia», ha risposoto Natale di Cola, della Cgil di Roma, chiedendo anche che fine avesse fatto la memoria di Giunta del 2017, che prevedeva infetimenti sui forni crematori, e ricordando che oggi a Roma bisogna attendere 40 giorni per una cremazione, mentre nel resto d’Italia bastano 48 ore.

E sul fronte Covid ieri il bollettino del Lazio ha riportato 1.281 nuovi casi in tutta la regione, 520 dei quali nella Capitale, a fronte di 29 mila test effettuati, mentre i decessi legati al virus sono stati 61. 

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