La Corte Suprema lo boccia ma Trump insiste e non cede

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La Corte suprema ha respinto il ricorso del Texas e del presidente Donald Trump  per ribaltare il verdetto delle presidenziali americane con la vittoria del democratico Joe Biden. Il verdetto della Corte Suprema di fatto azzera le possibilità per Trump di ribaltare il verdetto dell'urna a suo favore. Il prossimo 20 gennaio sarà il democratico Joe Biden ad insediarsi.  Il massimo organo giudiziario degli Stati Uniti, con una sentenza di appena una pagina, sostiene che cade fuori dalla giurisdizione del Texas la modalità con cui gli altri Stati conducono il processo elettorale e quindi non vi sono le basi legali per il ricorso. Nell'istanza presentata martedì scorso dello Stato della Stella solitaria, con l'appoggio di Trump e di oltre 100 parlamentari repubblicani, si denunciano Georgia, Michigan, Pennsylvania e Wisconsin per l'estensione dei termini del il voto per posta. I quattro Stati hanno chiesto alla Corte Suprema di respingere il ricorso e la loro richiesta è stata accolta.

Tuttavia il presidente americano definisce la decisione della Corte suprema di respingere il ricorso del Texas contro l'esito delle elezioni "un grande e vergognoso fallimento della Giustizia". In un tweet il capo della Casa Bianca, che non si arrende a dichiarare la sconfitta nei confronti di Joe Biden, scrive che "il popolo degli Stati Uniti è stato ingannato. "Il nostro Paese è stato oltraggiato", ha insistito. "Abbiamo appena cominciato la lotta", ha avvertito Trump in un altro tweet.