Virus e crisi monta la protesta

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TORINO Sono 2.230 i nuovi casi di covid in Piemonte e di questi mille asintomatici, sul totale di 23.163 tamponi: il rapporto scende all’8,5%. È l’ultimo bollettino dell’unità di crisi regionale che comunica 92 decessi. Dei nuovi contagi riscontrati nelle ultime 24 ore, oltre 1.700 sono registrati nella popolazione e 105 rientrano nell’ambito scolastico.

Questo mentre Torino continua a essere la principale piazza italiana della protesta No Dad di studenti di scuole medie, che nonostante l’ingresso in zona arancione non sono rientrati in classe, e superiori. Ieri era il 28esimo giorno di proteste, e il quarto in piazza Castello dove si sono ritrovati anche gli universitari che chiedono di rivedere il sistema tasse e un semestre bonus: «Chi studia non può pagare la crisi. È fondamentale che università, regione e Mur si muovano concretamente per tutelare il diritto allo studio».

Un altro grido disperato arriva da bar e ristoratori che invece scendono oggi in piazza: «Dobbiamo riaprire subito, o rischiamo di non riaprire mai più». A dirlo è Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti che lancia #FateLavorareAncheNoi l’iniziativa indetta da Fiepet, la federazione dei pubblici esercizi alle 15 in piazza Castello. Incontreranno il prefetto.

In parallelo l’emergenza ha ridotto ma non eliminato la criminalità: un pusher di 39 anni sorpreso a lavorare in “smartworking” e su appuntamento per non creare assembramenti. I carabinieri l’hanno fermato a Nichelino.

CRISTINA PALAZZO

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