Singapore, via libera alla carne tutta sintetica

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La carne sintetica, quella prodotta in laboratorio, arriva per la prima volta sulle tavole dei ristoranti. Perlomeno quelli di Singapore, dove il locale ente di regolamentazione alimentare, la Singapore Food Agency, ha dato il via libera proprio alla carne creata da cellule animali e prodotta in bioreattori dalla startup statunitense Eat Just.  Una «svolta per l’industria alimentare globale», ha esultato l’azienda. Specie considerando che, con una crescita vorticosa della popolazione mondiale, l’industria alimentare cerca da anni di trovare modi che siano meno dannosi per l’ambiente di produrre la carne destinata all’alimentazione. 

Del resto  decine di aziende in tutto il mondo che stanno cercando di allevare in laboratorio carne di maiale, manzo o vitella. Si calcola infatti che la richiesta e il consumo di carne aumenterà vertiginosamente nei prossimi decenni; ma l’allevamento tradizionale - che richiede enormi quantità di acqua ed è responsabile della gran parte delle emissioni di gas serra - è un fattore chiave del surriscaldamento climatico; inoltre la carne prodotta con i metodi tradizionali pone a molti problemi etici e di garanzie sanitarie.     A Singapore la carne “lab” è stata autorizzata, con la vendita di bocconcini di pollo. E secondo Josh Tetrick, cofondatore e Ceo di Eat Just, sarà la prima di una serie di “via libera”. Eat Just ha fatto sapere di aver realizzato oltre 20 cicli di produzione in bioreattori da 1.200 litri e che i controlli su sicurezza e qualità hanno dimostrato che il prodotto “coltivato” risponde agli standard alimentari.       Attualmente ogni giorno sul pianeta vengono macellati 130 milioni di polli e 4 milioni di maiali. 

Quanto agli italiani, Coldiretti fa sapere che secondo un suo sondaggio tre su quattro (il 75%) boccia la carne sintetica. Gli italiani, secondo la Coldiretti, sarebbero preoccupati per le ripercussioni dell’applicazione di queste nuove tecnologie sui prodotti alimentari, Oltre a perplessità di natura salutistica, ci sarebbero anche quelle di carattere etico. "L'annuncio - ha sostenuto la Coldiretti in una nota - è la dimostrazione che dietro i ripetuti e infondati allarmismi sul consumo di carne c'è una precisa strategia delle multinazionali che stanno investendo su prodotti di laboratori altamente renumerativi".

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