Quel che non torna nel nuovo cash-back

  • Maurizio Guandalini

Il cashback, anche no. Soldi (cash) indietro (back). Un rimborso, in sostanza. E’ l’ultima appassionante trovata ideata, prodotta e condotta dal ministero dell’Economia. Da dicembre si parte. Spendere per qualsiasi cosa, dal caffè all’iphone. Con bancomat, carta di credito e bonifici. Non vale il commercio elettronico. Raggiunta una percentuale di spesa, sarà restituita. Minimo 10 transazioni, ogni 6 mesi per una soglia più bassa di 150 euro a semestre. Il denaro ritorna direttamente sul conto corrente. Per partecipare c’è da registrarsi sulla piattaforma dei servizi della pubblica amministrazione, cui si accede con spid, l’identità digitale. Si deve indicare codice fiscale,  bancomat, carta di credito e l’iban per ricevere il cash. Fin qui normale routine. Classificabile nelle decine di tombole con tessere raccogli punti, al supermercato come in farmacia. Se non fosse che nel cashback si mescola troppa roba che potrebbe lasciare l’amaro in bocca. Partiamo dal motivo della trovata. Il principio è  incoraggiare i pagamenti con moneta elettronica e sconfiggere il nero. Tranquilli. Fatto il giochetto trovato il modo per aggirarlo con esemplare destrezza. Per quegli acquisti di sostanza in un colpo si elimina il tracciamento e si toglie l’Iva pesante che vale due o tre volte lo sconto per giusta causa. Si elimina il tanto sommerso di peso, non la colazione brioches e cappuccino totale alla cassa 5 euro, con il lasciapassare di presentazione di ricevute e scontrini detratti del 50%. Il fisco è sistemato. Ma la paura insidiosa è altro. L’iscrizione al programma, non semplice come  i pastrocchi dei bonus. In più la richiesta dello spid. Presente il cubo di Rubik dei primi tempi? Complicato così ottenerlo. La cornice ricamata a sbalzi la fa il monte dati lasciato ai quattro venti. Il conto corrente, l’iban, le carte. Materiale sensibile pensato per essere rubato. Veniamo da alcuni fallimenti. Senza denari in ballo. L’app Immuni per il tracciamento è fra questi. Il dubbio di cadere dalla padella nella brace è irrisolto.

MAURIZIO GUANDALINI

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