Piemonte zona arancione La strada è in salita

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TORINO Aumenta la speranza di poter uscire dalla zona rossa ma i numeri restano alti: 63 i decessi accertati ieri come causati dal Covid. E restano elevati i contagi: 3.281 in 24 ore, di cui un terzo asintomatico.

Sono 250 i risultati positivi nelle Rsa e nelle strutture socio-assistenziali, realtà in cui la situazione si fa critica. A Susa, nella struttura “Canonico Boretto”, dal 2 novembre a ieri ci sono stati 14 decessi «di cui solo uno negativo al covid». Nella rsa che ospita 47 anziani, ci sono positivi al covid anche tra il personale: otto operatori socio-sanitari e quattro infermieri. Sempre a Susa, nella San Giacomo a fine novembre ci furono oltre 80 contagiati.

Anche negli ospedali si registrano casi di positività, tra cui Michele Grio, direttore della rianimazione all’ospedale di Rivoli. Era stato lui qualche giorno fa a invitare i negazionisti, in modo provocatorio, a fare un tour in reparto. «Nonostante io sia fin troppo rigoroso - scrive - purtroppo sono risultato positivo al tampone di sorveglianza cui veniamo ciclicamente sottoposti per l’esposizione inevitabile». Ma intanto si inizia a parlare di una possibile zona arancione. «Ci sono dei segnali positivi», spiega il presidente della regione Piemonte citando l’Rt «che ci aveva messo in zona rossa era a 2.16 e oggi è 1.37».

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