Pronto soccorso nel caos Codici verdi in via Novara

  • Milano

città Sono 6.318 i nuovi positivi registrati ieri in Lombardia (1.204 a Milano città); 40 i nuovi ricoveri in TI (650 in totale), 412 quelli in non intensiva (6.225 totali), 117 i nuovi decessi. Sono i numeri da brivido che dimostrano come la nostra regione sia nel pieno dello tsunami pandemico che sta mettendo in ginocchio gli ospedali. È praticamente chiuso ai codici verdi, cioè ai pazienti meno gravi, il pronto soccorso dell’ospedale San Gerardo di Monza, una delle province più colpite. Il servizio è aperto ma i codici verdi, spiegano dall’ospedale, vengono inviati in altre strutture meno cariche. La capienza dell’Asst è di circa 600 letti: sabato sera, 438 erano occupati da pazienti covid, 38 dei quali in TI.

«Fateci arrivare rinforzi anche dall’estero: da soli non ce la facciamo più, al San Gerardo siamo al collasso», è stato l’appello del sindacato degli infermieri Nursind, per il quale si è arrivati al rapporto di 1 infermiere per 10 pazienti.

Ma anche Milano non è messa bene: da oggi alcuni pronto soccorso dirotteranno i codici verdi nella struttura da campo allestita dall’esercito in via Novara, dove sarà effettuato il triage. Nell’area, nata come zona drive in per i tamponi, convergeranno i pazienti classificati in codice verde dalla centrale operativa del 118. Lì saranno visitati dai medici, direttamente a bordo dell’ambulanza, e saranno sottoposti al test antigenico rapido, che sostituisce il tampone mononucleare. Quelli che risulteranno gravi, saranno portati in ospedali al di fuori dell’area metropolitana, gli altri, i meno gravi, saranno riaccompagnati a casa. 

 

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