Dotan: «La musica per me è terapia»

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MUSICA Dischi di platino, primi posti in classifica, riconoscimenti come Miglior Artista & Songwriter dell’anno e Miglior Artista Maschile per 3 anni consecutivi, record mondiali dei 100 mln di ascolti in streaming. Ma Dotan Harpenau, 34enne cantautore-polistrumentista, produttore olandese di origine israeliana, è rimasto quello di sempre: un artista che urla nel deserto dell’insensibilità umana. Col 1° nuovo singolo Numb si è affermato come il fenomeno musicale del 2020 urlando la voglia di alzare le mani al cielo contro l’insensibilità circostante. Col 2°, No Words, si è messo a nudo davanti a un microfono. Ora il tris con “There Will Be A Way, 3° singolo da oggi in radio e su tutte le piattaforme digitali.

Dotan, lei è quel che si dice un dottore dell’anima che spaccia canzoni per benefiche ricette. Che effetto fa?
«Per me la musica è terapia. Scrivo per affrontare le situazioni, per capire perché accadono certe cose e per connettermi con altre persone attraverso di esse. Potrebbe sembrare banale, ma la musica è sempre stata la mia migliore amica in questo senso.

In There Will Be A Way invita alla speranza che in tempi di pandemia...
«Ho scritto una parte di There Will Be A Way due anni fa e ho sempre aspettato il momento giusto per finirla. Un paio di mesi fa, nel bel mezzo del lockdown, ho finito il resto della canzone in un'ora perché mi sentivo super connesso. È diventata la mia canzone di battaglia: vedere la luce alla fine del tunnel e sapere che le cose possono sempre migliorare».

Ogni malattia d’amore non è mai uguale all’altra, quindi il segreto qual è?
«Penso che sia la bellezza dell'amore. Non sai mai veramente cosa succederà e ci sono molti rischi una volta che sai quanto può essere doloroso un crepacuore».

La sua è una musica introspettiva e intima: il tema della mancanza di sensibilità, la repressione dei sentimenti, sua peculiarità biografica, sono la matrice del suo successo?
«Tutte le mie canzoni sono storie molto personali, ma ho notato quanto risuonino con le persone che le ascoltano. A tutti noi piace pensare di essere unici, ma in fondo, nella vita, viviamo le stesse emozioni e le stesse battaglie. Per me il complimento più grande è quando qualcuno mi fa sapere che sente che un mio brano parla della sua vita. Questo è quel che ho sempre voluto sin dalla giovane età, poter raggiungere molte persone con la mia musica e suscitare in loro qualcosa!»

Il suo disco rivelazione in Italia “7 Layers” (scritto, prodotto e registrato nel salotto di casa) è la sua piattaforma di lancio. Da qui ha dichiarato pubblicamente il legame col suo compagno: ci vuole ancora tanto coraggio oggi!
«È un peccato che nel 2020 non sia ancora così accettato come dovrebbe essere e che ci siano ancora paesi che bloccano i diritti per la comunità LGBTQ +. Trovo molto importante essere aperto su chi sono e che non c’è assolutamente niente di sbagliato in questo. Sono cresciuto senza esempi con cui potermi identificare nell'industria musicale, quindi se posso esserlo per una persona adesso, significa già tantissimo, per me. L'amore è amore e nessuno dovrebbe mai vergognarsene».

Come affronta le limitazioni legate alla pandemia?
«Non credo sia facile per nessuno in questo momento. Mi piace moltissimo che la mia vita sia diversa ogni giorno, trovare ispirazione dalle cose che accadono intorno a me, quindi tutto ora è molto diverso. Le restrizioni mi costringono a condurre una vita più semplice e ad essere felice di ciò che ho. Mi ritrovo a essere in studio ogni giorno e a creare. Sto cercando di trasformarlo in un aspetto positivo e di lavorare su cose su cui ho sempre voluto lavorare ma che non ho mai fatto a causa di una vita frenetica».

Progetti, sogni targati Dotan?
«Questa è una buona domanda ... Per prima cosa voglio finire e pubblicare il mio nuovo album, che dovrebbe uscire all'inizio del prossimo anno. Il mio grande sogno è andare in tour.. sembra così lontano ... ma una volta che sarà di nuovo possibile, probabilmente non smetterò di andarci per i prossimi 10 anni,! (ride). Non vedo l'ora di suonare in tutti i luoghi più belli d'Italia. Ne ho avuto un piccolo assaggio quest'estate e sono pronto a tornare e farlo!».

 

 

ORIETTA CICCHINELLI