Cara: «In 99, con Fedez e Hero, canto le mie fragilità»

  • Cara 99

MUSICA L’inconfondibile voce delicata, ipnotica, che a tratti si fa quasi sussurro, sposa bene con le sonorità eterogenee e il sound che strizza l’occhio al pop tradizionale, all’elettronica e al cantautorato moderno. In “99”, primo ep di Cara (al secolo Anna Cacopardo, da Crema), si presenta in 6 brani, tra cui 3 inediti, e i singoli con cui l’artista ventenne si è fatta conoscere al grande pubblico: “Mi serve” feat. Samuel Heron, “Le feste di Pablo” con Fedez, già Disco di Platino, e “Lentamente”. L'ep uscirà venerdì 6 novembre.

Cara, che tipo di disco è? Ci racconti la sua genesi.
«Il mio progetto è nato quasi per caso e da una componente molto umana. Due anni fa ho conosciuto il mio produttore, D.Whale. Ci siamo trovati in studio e siamo subito entrati in sintonia e in connessione. Abbiamo cominciato a giocare con sonorità e parole tirando fuori dal mio mondo nuove sfumature sempre diverse. Non ci siamo mai posti limiti e penso che la forza del progetto sia proprio la sperimentazione e il mix di colori che ha dentro. Non riesco a dargli una definizione. E questo mi piace e stimola la mia creatività».

C’è molto di autobiografico nelle tracce: in particolare nella malinconica “Tevere”.
«Sì, tutte hanno dentro il mio modo di percepire il mondo che è sempre stato molto personale. Questo si riversa nel mio modo di essere e nella mia musica. Tevere è un racconto in cui lascio trasparire molta fragilità, la stessa che tante volte mi ha fatto perdere qualcosa a cui tenevo, ma che è anche la stessa a cui devo quasi tutto. Tendo a mostrarmi vulnerabile, non per scelta, ma perché non so mettere filtri davanti a quello che sono. È la mia arma a doppio taglio, soprattutto nei legami e in Tevere emerge chiara questa parte di me».

Quanto deve a Mogol?
«Mogol è stato un maestro per me e per tanti. Sono molto legata alla parola, e lui in questo mi ha insegnato molto: credo che i suoi testi siano vere e proprie scene di vita quotidiana. Storie in cui ritrovarsi, scenari semplici raccontati con profondità».

E qual è stato, fin qui, il suo incontro artistico più importante?
«Nel mio percorso ho avuto modo di collaborare con tante figure da cui ho potuto imparare molto. Ognuna è stata importante per aspetti differenti, sicuramente l’incontro con Fedez mi ha arricchito. Lui mi ha trasmesso un forte entusiasmo e soprattutto consapevolezza. Anche la collaborazione con Samuel Heron è stata importante, un confronto sincero. Una figura essenziale resta il mio produttore D.Whale, da lui imparo quotidianamente qualcosa di nuovo e vivere assieme lo studio mi fa crescere non solo artisticamente».

Lei è tra gli artisti emergenti selezionati per Radar Italia (programma globale di Spotify per supportare i talenti): che effetto fa?
«Esserci è un’opportunità importante e sono davvero felice. Penso sia anche un modo perché si possa creare un filo conduttore tra diverse voci ed espressioni artistiche. Credo molto nella componente umana quando si parla di musica e per questo penso che supportarci a vicenda sia fondamentale».

Con chi le piacerebbe duettare?
«Di artisti con cui mi piacerebbe collaborare potrei dirtene molti, ma sicuramente un nome nel panorama italiano che apprezzo tanto è Franco126, mi piace molto il modo in cui comunica. Del panorama internazionale invece mi affascina 070shake: artista di grande personalità».

Cosa pensa dei talent show?
«I talent come X Factor sono una porta come un’altra, con dei pro e dei contro. Fare un talent vuol dire ricevere subito tanta visibilità, dall’altra, avendo quel tipo di visibilità immediata, penso sia importante arrivarci già “con le spalle larghe”. È un mio pensiero, nonostante il mio percorso sia fuori da quelle di dinamiche».

Come affronta questo periodo così difficile per la pandemia?
«Onestamente mi sta abbastanza destabilizzando questa situazione in cui ogni tipo di equilibrio viene stravolto e tanti settori si trovano in seria difficoltà. Però cerco di restare positiva e rimanere concentrata sulla musica. Sto adottando le precauzioni necessarie e spero lo stiano facendo tutti quanti».

 

 

ORIETTA CICCHINELLI