Marco Ligabue, 50 anni “Tra via Emilia e blue jeans”

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MUSICA Marco Ligabue, il rocker di Correggio (fratello di Luciano) ha deciso di festeggiare il traguardo dei 50 anni, tagliato “in questo strano 2020”, con un disco che racchiude la sua carriera e racconta molto della sua vita, “Tra via Emilia e blue jeans”. Frase che è il titolo del singolo che fa da apripista all’album, e di cui è uscito il video, girato in Val di Fassa. Scelta particolare per uno che ha l’Emilia nel sangue. «Cercavo un posto magico - spiega presentando il disco - volevo isolarmi e ripensare alle cose belle che mi sono capitate. La prima idea era di girarlo dalle mie parti. Ma a volte serve staccare la spina, e così ho potuto rivivere dal di fuori quel che mi è capitato». 

E sul difficile periodo che si sta vivendo, confessa che nel 1° lockdown ha cercato «con la musica di stare in contatto con chi mi segue. Avevo programmato un tour con 50-60 date, sono riuscito a farne solo 2 ad agosto. Mi sto mettendo sotto con altri progetti, ma speriamo che questo periodo passi in fretta. Attraverso i social sono stato uno dei più attivi. Ma ora ci sarebbe bisogno di portare sollievo al mondo della musica. Qui si naviga a vista. Con un altro lockdown dovremmo organizzarci meglio per aiutare tutte le maestranze. Comunque gli spettacoli sono tra i luoghi più controllati, e mi pare che ci sia stato un solo contagio in questi mesi in Italia».

Riguardo all’album, che contiene 11 tracce più 6 “ghost track”, l’artista sottolinea: «Scegliere le canzoni per il tuo best è difficile. Ho cercato quelle che mi rappresentano molto». E poi c’è “Tra via Emilia e blue jeans“, un sunto della sua vita, delle atmosfere uniche dell’Emilia, con una citazione per il fratello, Luciano, che “ballava sul mondo”. Tra le “ghost track” la particolare “Audiolibro”, racconto in musica che anticipa un libro di racconti, che Marco sta scrivendo, e che riassume i suoi primi 50 anni. «I miei primi cinquant’anni sono stati pazzeschi: zeppi d’amore, di canzoni e di palchi rock – racconta – Da quando scrivevo canzoni e facevo il chitarrista, anche per paura di mettermi davanti a un microfono, fino a quando ho trovato il coraggio di cantare, e sono rinato artisticamente, è stato un incredibile viaggio nella musica. Tale viaggio meritava di essere messo nero su bianco».

Nonostante le misure restrittive causate dal Covid, Marco ha organizzato (con la casa discografica Artist First) degli instore online da casa per condividere chiacchiere e musica online con i fan che hanno acquistato l’album. E non perdersi d’animo è il dictat dell’omonimo singolo “Nel sangue emiliano c’è che noi non molliamo”. «Noi emiliani facciamo squadra – spiega Marco Ligabue – stiamo uniti, ci rimbocchiamo le maniche. Oggi vorrei vedere questo: nella situazione in cui siamo ci sono troppe polemiche, invece bisognerebbe mettere insieme le forze. Perché se ne esce solo tutti insieme».