I presidi convinti: “Richiudere è solo un errore”

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ROMA «In questi mesi il mondo della scuola ha lavorato molto, quello che io mi chiedo è cosa abbiano fatto gli altri sistemi quali, per esempio, quelli della sanità e dei trasporti. Non è corretto scaricare ora le inefficienze e le mancanze altrui sugli studenti, peraltro già provati dal lockdown, e sulle loro famiglie»: è sconcertato il presidente dell’associazione dei presidi (Anp) Antonello Giannelli, dopo la decisione di alcune regioni di richiudere le scuole superiori.

Cosa pensate voi presidi della decisione del governatore della Lombardia Fontana sulla didattica a distanza dal 26 ottobre per le scuole superiori, decisione osteggiata dal ministro Azzolina e dagli stessi sindaci lombardi?
«È una decisione che non condividiamo perché pregiudica l’autonomia scolastica senza una vera ragione: le scuole non sono focolai di contagio.  Ancora una volta la politica dimostra, con i fatti, di non attribuire alla scuola quella funzione centrale per il Paese di cui aveva tanto parlato nei mesi scorsi».

Qual è secondo voi la giusta decisione oggi, alternare didattica a distanza e in presenza?
«Per quanto riguarda gli istituti superiori, la modalità mista, ovvero presenza e didattica digitale non solo è possibile ma è già attiva. La didattica digitale può essere efficace ma la decisione deve essere delle singole scuole che meglio conoscono la realtà dei propri studenti».

Perché non si è pensato a potenziare seriamente i trasporti pubblici?
«In questi mesi il mondo della scuola ha lavorato molto, quello che io mi chiedo è cosa abbiano fatto gli altri sistemi quali, per esempio, quelli della sanità e dei trasporti. Non è corretto scaricare ora le inefficienze e le mancanze altrui sugli studenti, peraltro già provati dal lockdown, e sulle loro famiglie».

Che anno scolastico sarà secondo lei?
«Intanto quello che mi auguro è che la decisione dei Governatori della Lombardia, della Campania e del Lazio non inneschino una sorta di effetto domino sulle altre regioni. Per i prossimi mesi seguiremo l’andamento dei contagi e lavoreremo di conseguenza, anche sulla scorta dell’esperienza maturata nel precedente anno scolastico in piena emergenza epidemiologica. Di cero avremo sempre come obiettivo quello di garantire ad alunni e studenti il diritto all’istruzione».

VALERIA BOBBI

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