«Non si può escludere zona rossa a Milano»

  • Milano

«Una zona rossa a Milano? Non la escludo»: nel giorno del primo coprifuoco lo dice chiaro il direttore generale dell'assessorato al Welfare della Lombardia, Marco Trivelli. Del resto i dati non sono buoni: il numero dei ricoverati in terapia intensiva per Covid-19 in Lombardia ha superato quota 150 ed è scattata la soglia oltre la quale la Regione ha deciso di riattivare l’ospedale in Fiera. In Lombardia ci sono 4.125 nuovi positivi con 35.715 tamponi effettuati. 29 i morti. Sono 2.031 i nuovi casi nel Milanese e 917 a Milano città, sorvegliata speciale. Nella settimana dall’11 al 17 ottobre i casi nella città metropolitana, ha comunicato l’Ats al sindaco, sono triplicati (da 2.000 a 6.000 circa) e la tendenza è al raddoppio per questa settimana. Si diffondono focolai, oltre a quello del Trivulzio, anche all’ospedale Galeazzi, mentre a Palazzo di Giustizia da lunedì saranno sottoposti a test rapido i 5000 dipendenti del Tribunale.
Il fronte più contrastato è quello della didattica a distanza al 100%  da lunedì per le superiori, decisa dal governatore Attilio Fontana. Non la vuole la ministra dell’Istruzione Azzolina e neppure i sindaci che se la sono trovata nell’ordinanza, quando al vertice si era parlato solo di alternanza di didattica in presenza e a distanza.
Intanto partono le proteste: ieri pomeriggio erano centinaia i lavoratori della ristorazione e delle discoteche che hanno protestato contro il coprifuoco che, dicono, metterà in ginocchio il settore.

Al Pio Albergo Trivulzio, che a marzo era stato funestato dai decessi da Covid, sono stati registrati 14 casi di positività tra i pazienti, tutti inviati in ospedali e 5 tra i dipendenti. Anche nella comunità per minori "Martinitt" due giovani ospiti positivi e un operatore venuto in contatto con uno di loro./fotogramma

La gente in coda per il tampone Covid è a rischio contagio.
È il sospetto del direttore dell'Ats Milano Metropolitana Vittorio De Micheli, intervistato da Radio Popolare: durante le lunghe file per i tamponi si creano assembramenti e si abbassa la guardia. Sul fronte del test and tracing una novità positiva è che da ieri è possibile consultare da casa l’esito del proprio tampone senza aspettare la telefonata del proprio medico o delle Autorità sanitarie territoriali (Ats o Asst), accedendo al fascicolo elettronico anche per chi non è già registrato.

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