Mancini, Italia record Ora in Polonia, zona gialla

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CALCIO Più di Sacchi e Vicini. Con lo squillante successo sulla morbida Moldavia sono 50 i punti conquistati da Mancini in 22 gare, quanto basta per farlo diventare al momento il miglior ct dell’ultimo mezzo secolo, facendo meglio anche dei due storici allenatori. Saranno solo crude statistiche ma i numeri spesso non mentono e lanciano segnali da non sottovalutare. La sua Nazionale non perde da oltre due anni (ko contro il Portogallo nel settembre del 2018), è imbattuta in casa e con il suo gioco coraggioso ha riacceso l’entusiasmo dei tifosi: sono stati oltre tre milioni e 700 mila i telespettatori che hanno esultato ieri per le sei reti degli Azzurri, successo che ha fatto allungare a 17 i risultati utili consecutivi del tecnico. Altro numero da non mettere subito in archivio. L’Italia c'è, cresce, si diverte e vince anche con interpreti diversi (ultima la strana coppia Caputo-E Shaarawy).

La temuta flessione dopo la buona prestazione di un mese fa contro l’Olanda non c'è stata e il proverbiale atteggiamento degli Azzurri, solitamente mai troppi virtuosi quando si tratta di sfidare avversari di seconda fascia, sembra essere un vizio superato. Segno che l’impalcatura è solida, come emerge anche dalle parole dei protagonisti entusiasti di stare in un gruppo compatto, solido, e propositivo. La squadra sperimentale è come se avesse giocato a memoria, tutti erano dentro gli schermi e vanno in rete. Il sistema in fase di possesso palla non smette mai di risplendere ed è forse questo l’elemento più convincente della Nazionale di Mancini. Le alternative del ct hanno dunque dato una risposta importante e mai come nella sfida a Firenze si è vista nitida la mano dell’allenatore. Tatticamente a loro agio, gli azzurri, compresi gli esordienti hanno potuto far emergere le loro qualità. Caputo al debutto è andato in rete con estrema facilità e ha avuto altre due occasioni per fare il bis, El Shaarawy nel ruolo di capitano ha garantito spinta sulla fascia e lo stesso Locatelli, seppur meno splendente rispetto alla sfida con l’Olanda, è stato tra i migliori, insieme a Lazzari e Cristante, fuori dal progetto Roma ma sempre al centro della manovra in mediana, dove per Mancini la concorrenza sarà tanta. "Speriamo che quando ci saranno le convocazioni ci saranno tanti giocatori disponibili", ha dichiarato iri sera il ct che si augura dunque di avere problemi di scelta, anche per quanto riguardo l’attacco con Caputo che sogna di diventare il nuovo Schillaci.

Sabato si vola a Danzica per la sfida contro la Polonia, match di fatto molto più impegnativo: c'è da alzare il livello e guadagnare punti pesanti per tenere salda la vetta della classifica di Europa League. L’Italia infatti comanda con 4 punti dopo il pareggio al debutto con la Bosnia e il successo in casa dell’Olanda, attesa mercoledì prossimo a Bergamo. L’obiettivo di Mancini è dichiarato: provare a vincere il trofeo continentale ed essere una delle protagoniste del prossimo Europeo. E per le prossime due sfide potrà contare anche sui due "senatori" Bonucci e Chiellini, liberi di tornare a Coverciano dopo gli ultimi tamponi negativi in casa Juve e pronti ad abbracciare il nuovo acquisto dei bianconeri, Federico Chiesa.

A Danzica, infine, Mancini troverà uno stadio con 10 mila persone. «Che bello, magari fossero di più», aveva detto qualche giorno fa, sulla scia della sua linea "ottimistica" in materia di virus. Un ottimismo contraddetto dagli ultimi dati polacchi sull'andamento del contagio: da sabato il Paese sarà zona gialla, con obbligo generalizzato di indossare la mascherina.

LAPRESSE/METRO

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