Sinner non ce l'ha fatta Ma il futuro è tutto suo

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TENNIS L’impresa non c'è stata, ma la stella di Jannik Sinner esce dal Roland Garros senza perdere nulla della sua luminosità. A interrompere nei quarti di finale la splendida cavalcata dell’azzurrino è stato Rafa Nadal, uno che a Parigi difficilmente ha rivali considerati i 12 trionfi nelle ultime 15 edizioni (il primo quando Sinner aveva tre anni...), quindi si può ben capire come, per staccare il pass della semifinale, servisse più di un’impresa. Ma il "predestinato", pur sconfitto in tre set, ha saputo tenere testa per almeno due ore al numero 2 del mondo: in sintesi, una battuta d’arresto che in prospettiva vale tanto quanto un successo, nonché la brillante conferma che il futuro sarà del 19enne campione delle Next Gen Finals.

Lo stesso maiorchino, a caccia della tredicesima corona sulla terra amica di Parigi, ha speso parole di elogio per Sinner alla fine del match, quando era già notte: «E' stata davvero dura, contro un giovane talento emergente capace di spingere tutti i colpi». E del resto, quello che si è visto contro Nadal è stato il Sinner che ormai abbiamo imparato a conoscere: grinta, personalità, lucidità nei momenti difficili e nessun timore reverenziale al cospetto del "re", che per fronteggiare il giovane avversario ha dovuto sfoderare tutti i colpi del suo repertorio. «Gli è mancata un po' d’esperienza nei momenti decisivi, quando ha servito per il primo set sul 6-5 e sul 4-4 nel secondo, dove tra l’altro è stato anche sfortunato per un nastro contrario», ha analizzato Corrado Barazzutti. Anche il capitano azzurro di Davis vede per Sinner un futuro radioso: «E' un predestinato, arriverà molto in alto. E’ uno dei talenti giovani più bravi e ha anche la "testa giusta". Nei top ten penso proprio arriverà, ma speriamo anche meglio», ha aggiunto. L’impresa compiuta dal giovanissimo Federer, capace a 19 anni di superare Sampras a Wimbledon 2001, non è riuscita, ma l’appuntamento con la storia è solo rimandato. Anche se l’allievo di Riccardo Piatti, reduce da un Roland Garros entusiasmante che lo ha visto superare il numero 13 al mondo Goffin e Zverev, numero 7 del ranking e sesto favorito del torneo, non è uno che si accontenta dei semplici complimenti.

«Tutti dicono che entro un anno sarò tra i primi 10 del mondo? Non saprei. Non sono uno che non guarda troppo al futuro o al passato: guardo al presente», ha commentato a fine gara. «E' bello sentirselo dire ma alla fine devi dimostrare ogni cosa. Ok, le Next Gen Atp Finals, sono un torneo. Ma alla fine non ho ancora vinto niente». E per arrivare alla gloria, il 19enne di Sesto Pusteria conosce un unico modo: «Mettere giù la testa e cercare di migliorare. Stare sul campo a lavorare ore e ore, questo è che mi serve. Ho un grande team che mi supporta. Vedremo dove sarò tra 12 mesi». Di certo il processo di crescita passa anche da sfide come quelle contro il maestro Nadal, che in semifinale è atteso dall’argentino Schwartzman: «Bisogna andare sempre in campo con il giusto atteggiamento, avendo un piano chiaro su come affrontarlo. Io l’avevo» ha spiegato Sinner. «Secondo me il mio piano era davvero buono e ha funzionato piuttosto bene. Io non guardo ai record, a quello che uno ha vinto. So chi c'è dall’altra parte della rete e ho un gran rispetto per lui. Alla fine però si gioca per vincere. Si va in campo a giocare il proprio tennis con la propria personalità». E Sinner sta continuando a dimostrarla, ovunque e contro chiunque.

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