L'euroscettico BoJo impantanato nella transizione

  • Maurizio Guandalini

Boris Johnson sta simpatico. L’atteggiamento un po’ alla Ligabue. Sarà per la parabola. Trasandato, vulcanico, su su al vertice e ora giù giù, in disgrazia. Affronta l’arcigna Europa che lo accusa di aver violato le regole del divorzio. A lui che ha alle spalle due matrimoni. Cosa si credeva Bruxelles che un libertino di nome e di fatto non copulasse con nessuna prima dell’addio definitivo? L’errore di Boris è stato non aver seguito il suo cuore dall’inizio. Una bella hard Brexit. Rottura pesante con il Vecchio Continente e rifarsi una vita. Le vie di mezzo,  lunghe, intramezzate da trafile negoziali, tira e molla, regolamenti, con la spasmodica voglia di entrambi i contraenti di non perdere la faccia, sono roba da terze file della politica. Non di quel Boris pre Covid che incontrata per le scale Ursula von der Leyen, presidentessa della Commissione europea, è certo si sarà chiesto se era scappata dal museo delle cere di Madame Tussaud’s.
Bojo è sempre stato euroscettico. Impantanarsi nella transizione con accordi su accordi che in pratica Londra se ne va, ma rimane amica, sorella, amante dell’Europa con gli orpelli ben descritti su foglio di cosa succede se metti un piede sghembo o se per una volta che ti scappa la fai fuori dal vasino. Probabilmente l’inquilino di Downing Street si è svegliato tardi. Forse in tempo. Mentre guarda il paese flagellato dal Covid e da un’economia ansimante. Sospesa. La carta pesante da usare era una nazione gemella dell’Irlanda del Nord. Non a caso la finanza che fugge dalla City si rifugia a Dublino, dispensatrice di vantaggi fiscali copiosi. Lasciarsi colonizzare dal magico mondo dei funzionari  è stato un momento di debolezza del camaleonte laureato a Oxford in storia antica. Guardasse noi italiani. Passata l’estate surfando sul recovery fund promesso, ci ritroviamo con il freno inatteso del via libera definitivo. Per un celodurismo di maniera dei “frugali” che non farebbero mai un divorzio perché si vive di sveltine sui matrimoni degli altri.

MAURIZIO GUANDALINI

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