De Sfroos: «25 anni dopo Ripartiamo da Manicomi»

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MUSICA «Siamo i cavalieri dell’andropausa, pronti a ripartire per un nuovo viaggio, carichi di energie positive che speriamo di distribuire in giro tra la gente». Ben ritrovati De Sfroos! La band torna con Manicomi, primo storico album pubblicato 25 anni fa, per rivivere le avventure di celebri personaggi come Anna, Lo sconcio, Zia Luisa, Nonu Aspis e tanti altri.

Davide Van De Sfroos (al secolo Davide Bernasconi) e Alex Frode (Alessandro Giana) a cosa si deve questo Amarcord post covid che fa bene al cuore?
«Ripubblicare Manicomi, che contiene 15 brani rimasterizzati (in versione cd e in cofanetto deluxe/limited edition autografato, ndr) è stata un’idea del manager Giampiero Canino che ci ha aperto gli occhi: “lockdown, famiglie chiuse in casa, persone ferme, strade vuote...forse per voi, ragazzi – ci ha detto – è il momento di reincontrarvi». E due più due fa quattro e qualche volta anche 5!»

Alessandro:«Per me è stata anche una scusa per riprendere un’amicizia sospesa: ci siamo rivisti da vecchi ragazzi. Abbiamo continuato a riascoltare il disco e ci siamo divertiti riunendoci, e pensiamo di poter divertire anche la gente che aveva bisogno di qualcosa che desse un segnale di riapertura. Per noi è la gioia di suonare, ritrovare contatto con i fans sperando si possa tornare a vivere».
Il disco è dedicato a Marcu De La Guasta (Marco Pollini), storico componente della band morto nel 2017.

Davide: «Un’idea di tutti: il fatto di ritrovarci ci poneva davanti alla scelta e lui sarebbe stato il più felice. Marcu era fan n.1 di noi stessi: era un’entusiasta anche nei periodi bui della sua malattia...C’era bisogno di un lockdown per riprendere in mano il telefono e rimetterci insieme: io e Ale eravamo i più fantasiosi, ma Marcu era un joker».

Nel disco, immagini e storie di figure, in parte realistiche e in parte cinematografiche, offrono ancora importanti spunti di riflessione su delicate tematiche.
Davide: «Effettivamente il disco funziona ancora oggi, riascoltandolo canzone dopo canzone».
Alessandro: «E ci siamo meravigliati della freschezza dei pezzi che abbiamo rimasterizzato e riverniciato. Sono sorpreso che Manicomi non abbia perso smalto, forse perché fatto da un gruppo di ragazzi, con tanta voglia di raccontare le proprie storie e vivere un periodo divertendosi, ponendo l’accento sugli apporti di ognuno. La somma di queste singole esperienze è diventata alchimia. Valeva la pena ripresentarli. Manicomi è stato molto richiesto in questi anni, addirittura con aste online»

Davide: Come vede la musica live post covid? Ci riprenderemo dallo shock?
«Fammi indovino e ti farò ricco, diceva mia nonna. Non sappiamo: c’è turbinio di notizie, tutto il contrario di tutto con complottismo annesso. Io, nella mia carriera solista, questa estate ho fatto 5 concerti. Tra il non fare niente e farlo con le mascherine io preferisco la seconda».

E voi, come avete trascorso il lockdown?
Davide: «Il mio terrore era di non poter far nulla per i malati. Il senso d’impotenza. Mi hanno risposto sempre: canta, suona, scrivi, nutri l’anima che ne ne abbiamo bisogno soprattutto di questi tempi».
Alessandro: «Idem. E vorrei sottolineare che una cosa che ci ha caratterizzato sempre è il fatto di prenderci molto in giro e questo ci ha permesso di distinguerci da altri che si prendevano troppo sul serio».

Oggi i De Sfroos (ovvero, Davide Van De Sfroos, Alessandro Frode, Didi Murahia e Lorenzo Mc. Inagranda) saranno al Ride Milano, ore 21.30 – ingresso libero (prenotazione link.dice.fm/ nJq1mKxHS9).

 

ORIETTA CICCHINELLI