L’olio spalmabile campo contro la xylella

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Ci sono terre che trasudano storia. E che vanno protette anche grazie a quelle intuizioni geniali contemporanee che possono fare la differenza. In fondo è questo il caso dell’azienda produttrice di olio d’oliva Foresta Forte della famiglia Malcarne. La sua storia affonda le radici in quella terra dove da secoli fioriscono gli ulivi, oggi falcidiati dalla xylella. D’altronde i primi documenti ufficiali a testimonianza delle origini di questa famiglia di olivicoltori si ritrovano negli atti notarili redatti addirittura in latino qualche decennio prima del 1600. E oggi? «Quella che stiamo combattendo è una guerra contro un nemico che si moltiplica a livello esponenziale, manifestandosi in tutta la sua violenza. L’impatto della xylella è devastante, ha distrutto tutto e tantissime aziende sono state costrette a chiudere. Insieme al mio papà siamo in lotta e continueremo ad esserlo per provare a trovare una soluzione», afferma Paola Malcarne, ventenne nata a Gagliano del Capo, cinquemila anime nell'estremità meridionale del Salento, in provincia di Lecce. Questa giovanissima imprenditrice agricola sta iniziando il suo secondo anno dell’Università di Agraria a Perugia, dopo aver già trascorso un anno all’estero. «Sono stata in Arkansas alla ricerca di soluzioni per contrastare questo nemico. La xylella è stata scoperta in America ben centocinquant’anni fa, poi ritrovata in Costa Rica ed infine è arrivata da noi nel 2013. Ma poco è stato fatto per arginare questo batterio che salta da albero in albero. E la verità che oggi ad essere colpiti sono anche le piante di rosmarino e di mirto», ammette sconsolata Paola. La sua idea è stata quella di diversificare, creando da zero il primo olio spalmabile contenente una piccola percentuale di cera d’api. Un prodotto tutto biologico e ancora in produzione, che prende il nome di spalmabile all'olio d’oliva. Un’idea che è arrivata anche alla vetrina nazionale del concorso Coldiretti Giovani Impresa. In quell’abbraccio tra l’olio d’oliva secolare del Salento e la cera d’api potrebbe annidarsi la migliore risposta anti-xylella.
Giampaolo Colletti
@gpcolletti
 

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