Blitz di Greenpeace a Bruxelles

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UE Un gruppo di attivisti di Greenpeace è salito sull'Europa Building a Bruxelles, il palazzo del Consiglio europeo, per un’azione dimostrativa. Sull’edificio sono stati affissi striscioni colorati con la scritta “Climate emergency”, emergenza climatica appunto. Tutto mentre mentre i grandi della politica della Ue sono a tavolino per discutere di patto di stabilità, accordi con l’Ucraina e emergenza immigrazione. Gli ambientalisti criticano le politiche energetiche dell’Unione europea, sostenendo che i progetti energetici attuali non fanno altro che legare l’Europa a filo doppio con fornitori esteri inaffidabili come la Russia, che forniscono solo combustibili costosi e inquinanti. 

II commissario europeo all'Economia, Paolo Gentiloni, è stato uno dei primi a raccontare quanto stava accadendo con un tweet corredato di foto degli ecoattivisti dell'organizzazione internazionale intenti nella manifestazione. L’occasione è il vertice europeo dedicato anche al Green Deal.

A proposito del Green Deal, Greenpeace in una nota parla di "un provvedimento non sufficiente a contrastare la crisi climatica in corso, e coincide con le fasi finali della conferenza mondiale sul clima, la Cop25 che si sta tenendo a Madrid". Dopo essere arrivati a bordo di un'autopompa rossa d'epoca, 28 scalatori si sono arrampicati sull'Europa building, avvolgendo l'edificio con immagini di gigantesche fiamme rosse e gialle, creando nuvole di fumo bianco e nero, fiamme rosse e suonando un forte allarme antincendio. I 33 attivisti appostati ai piedi del palazzo hanno inoltre mostrato messaggi in diverse lingue, tra cui un invito in italiano rivolto alle istituzioni europee: 'Emergenza climatica, soluzioni ora!'. 

 "Il mondo è in fiamme e i nostri governi lo stanno lasciando bruciare. Non basta che si impegnino a favore di un'Ue neutrale dal punto di vista climatico nel 2050, quando i leader che si riuniscono oggi a Bruxelles avranno ormai lasciato le proprie cariche", afferma Jorgo Riss, direttore di Greenpeace Eu. "Quello che conta è infatti l'azione urgente che intraprendono oggi mentre sono al potere. L'European Green Deal è un punto di partenza ma i governi devono andare oltre. Ciò significa concordare un obiettivo Ue per le emissioni nel 2030 che sia in linea con la scienza, nonché porre fine ai sussidi per le imprese di combustibili fossili, passare velocemente al 100% di energia rinnovabile, investire in trasporti sostenibili e nel risparmio energetico, ripristinare il nostro ambiente, le foreste e gli oceani", conclude.

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