Cate Blanchett dà il via "Il cinema può essere miracoloso"

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 “Siamo ancora in un limbo, una terra di mezzo dove la paura c’è sempre, ma siamo di nuovo qui a condividere questa esperienza insieme, ci troviamo in un festival che può diventare un modello, se le cose si desiderano si possono fare”. Sul palco della sala Grande del Palazzo del cinema la madrina Anna Foglietta inaugurando il primo festival del cinema in presenza dell'era Covid-19 ha incentrato il suo discorso introduttivo sulla semplicità del verbo fare: “E’ un concetto propositivo, ora non bisogna perdersi in chiacchiere - ha chiarito - bisogna fare senza porsi troppe domande, in Italia di persone che fanno ce ne sono tante ed è a loro che voglio rivolgermi”. Un ruolo strategico in questa direzione l’ha attribuito alla categoria di cui fa parte: “Noi artisti dobbiamo trovare un linguaggio universale per farci comprendere da tutti, occuparci del pianeta e non solo del nostro giardino, tutelare tutta l’infanzia e non solo i nostri figli”. Aprendo l’edizione festivaliera delle mascherine e del distanziamento (sul red carpet le star hanno tolto la mascherina solo per le foto) oltre a ringraziare “nell’anno degli invisibili” le donne e gli uomini che lavorano alla Mostra lontano dai riflettori, l’attrice ha ringraziato Venezia “una città che quest’anno ha sofferto particolarmente”, rivolgendo quindi “il grazie più grande ai familiari delle vittime del Covid, a medici, infermieri, farmacisti, che hanno vissuto un incubo non paragonabile al nostro”.   Dopo la presidente della giuria Cate Blanchett e Tilda Swinton, premiata con il Leone alla carriera, sul palco sono saliti gli otto direttori dei maggiori festival europei con il loro documento di sostegno alla ripartenza dell’industria cinematografica e quindi sono andati in onda gli interventi registrati di varie star che hanno risposto alle domande “Il cinema è?” e “Il cinema è necessario perché ?”. Tra loro George Clooney (“il cinema è la copia esatta di ciò che ci ha reso felici e tristi” ) Samuel L. Jackson (“il cinema è un passaporto per l’evasione”) e Paolo Sorrentino (“andiamo bisogno di storie, mai come ora”). Riflessioni e auguri di un ritorno alla normalità dopo i quali la madrina Foglietta, in coro con i colleghi ha dichiarato ufficialmente aperta la Mostra. 

Blanchett. “Siamo qui e ce l’abbiamo fatta, anche il cinema può essere miracoloso. Durante il lockdown abbiamo visto i film nei nostri salotti, ma ci mancava la componente vitale e la ritroviamo questa sera. Questa sera è un inizio, grazie mille e buona fortuna” .. Così, pronunciando la prima parte del suo discorso e l’ultimo augurio in italiano la presidente della giuria Cate Blanchett ha esordito sul palco della cerimonia inaugurale, presentata dalla madrina Anna Foglietta. La cerimonia si era aperta pochi minuti prima con le struggenti note di ‘C’era una volta in America’, omaggio al maestro Ennio Morricone a cura della Roma sinfonietta diretta dal maestro Andrea Morricone, figlio del musicista scomparso il 6 luglio scorso: “Un esempio di tema perfetto dove la semplicità diventa lirica”, ha commentato Anna Foglietta entrando in sala in un abito Armani privè cangiante blu-verde, ringraziando Morricone “ovunque sia” .   Ha quindi dato ufficialmente il via “a questa 77° edizione che entrerà nella storia, perché coraggiosamente ha sfidato l’incertezza" in una sala rispettosa del distanziamento, con un posto sì e uno no occupato in platea, dagli ospiti doverosamente mascherinati.

Carriera. “Questo Leone d’oro celebra non solo tutto quello Tilda Swinton ha realizzato nel cinema ma tutto ciò che deve ancora fare”. Così la regista e sceneggiatrice britannica Johanna Hog, membro della giuria Venezia 77 ha introdotto sul palco la consegna del Leone d’oro alla carriera all’attrice scozzese Tilda Swinton, salita sul palco in elegante camicia bianca e pantaloni scuri: “Il cinema è il mio luogo felice” ha premesso Swinton dicendosi emozionata nel ritirare un premio che prima di lei è andato a quelli che considera i suoi maestri: “Voglio ringraziare la nostra sublime Venezia ed esprimere gratitudine per questo onore, e per essere in una stanza con tante creature viventi e un grande schermo". Definendo il Leone d’oro “Il miglior dispositivo di protezione per l’anima” l’attrice, passando all’italiano, ha detto quindi “Viva Venezia”. 

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