Tra Bayern e Psg in campo la finale perfetta

  • Champions League

CALCIO Sarà quindi il Bayern Monaco l’avversaria del Paris Saint-Germain nella finale di  Champions League in programma domenica sera allo stadio da Luz di Lisbona. La squadra tedesca si è qualificata grazie alla vittoria per 3-0 contro il Lione nella semifinale giocata mercoledì sera. Per i parigini, in grado di racimolare solo brutte figure nell'Europa che conta negli ultimi anni, sarà l'occasione per alzare un trofeo per il quale si è investito oltre un miliardo di euro. Per il Bayern invece sarà l’undicesima finale di Champions League e la terza negli ultimi dieci anni. In caso di vittoria, oltretutto, la squadra bavarese completerà il secondo triplete della sua storia, avendo già vinto in questa stagione campionato e coppa nazionale. Il Psg degli sceicchi ricchi con tro il Bayern che fa utili da oltre un decennio. Due modi di vedere le cose molto differenti.Anche calcisticamente.

«Il Bayern ha creato un nuovo calcio», ha detto infatti (probabilmente con una certa invidia) Ole Gunnar Solskjaer, tecnico del Manchester United. Ed è vero. Hans-Dieter Flick -una vita da vice di Joachim Löw in nazionale- subentrato a novembre a Niko Kovac sulla panchina dei tedeschi, ha trasformato i bavaresi in una macchina da guerra: pressing micidiale, corsa, gioco. Il prodotto è da record: lo sono le 10 vittorie di fila (come Real 2014-15 e Bayern 2013), miglior partenza di sempre (superato il Barça 2002-03). A suon di gol: già 42, oltre 4 a partita, fate voi i conti. 

Di fronte avranno un’altra squadra super, che prova a fare il suo triplete (benchè il campionato francese non sia esattamente dello stesso livello degli altri trofei continentali), anzi poker considerando anche la Coppa di Lega. Bayern e Psg si assomigliano però più di quanto pensino: quello i due allenatori tedeschi, Flick (Bayern) e Tuchel (Psg), è un calcio tutto proiettato nella metà campo avversaria. Forse che dall'era del tikitaka orizzontale e del possesso palla ipnotico siamo forse giunti nella filosofia dell'occupazione della metà campo avversaria col maggior numero possibile di giocatori? Probabilmente sì. Ma occhio:  né il Bayern, né il Psg possiedono l'esclusiva della ricetta, visto che ad esempio anche il Guardiola post tikitaka ed Antonio Conte teorizzano ormai da anni questo pensiero, però le due finaliste di Champions la interpretano con calciatori particolarmente adatti, grazie alla loro tecnica superiore. 

Forse il Psg è una squadra ancora più d'attacco per le caratteristiche dei suoi uomini. Neymar, Mbappé e Di Maria amano giocare di fino cercando giocate spiazzanti che spesso colpiscono al cuore gli avversari, però ogni loro passaggio o dribbling o scatto in verticale ha un alto coefficiente di difficoltà: il che, come ha dimostrato l'Atalanta con le sue ripartenze micidiali, li rende vulnerabili.
 

Di sicuro, con Mbappé, Neymar, Gnabry e Lewandowski in campo, i portieri dovranno sempre stare in campana. 

Articoli Correlati
Champions League

Impresa AtalantaEspugna Liverpool 2-0

Ilicic e Gosens consegnano ai bergamaschi un successo storico
Champions League

Notte fonda all'InterOra serve un miracolo

Umiliati in casa dal Real Madrid (2-0), rimasti in 10 per l'espulsione di Vidal, i nerazzurri sono quasi condannati all'esclusione dagli ottavi
Champions League

Con Ronaldo e MorataJuventus agli ottavi

La qualificazione in anticipo di due turni grazie al successo (in rimonta) sugli ungheresi del Ferencvaros