Il Torino in ritiro Parte l'era Giampaolo

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CALCIO Al Torino, con l'inizio del ritiro, è iniziata l'era di Marco Giampaolo. Un'era nuova, ma non del tutto: nuova perché cambierà lo staff tecnico – l’allenatore di Giulianova lavorerà assieme ai suoi uomini di fiducia-, ma vecchia perché di novità nell’organico ce ne saranno poche: nei fatti l’unico acquisto già portato a termine è quel Rodriguez arrivato dal Milan per 3 milioni più bonus.

 Corteggiato per anni dal presidente Urbano Cairo, che è stato vicino a prenderlo in due occasioni, il tecnico nato a Bellinzona è l’uomo scelto per riaccendere l’entusiasmo in una piazza depressa dopo l’ultima complicata stagione, iniziata con ambizioni europee e conclusa mestamente con una salvezza acciuffata all’ultimo metro. «Sono stati in tanti a raccontarmi del Torino, dicendomi che il Toro è una cosa diversa, me l’hanno spiegato ma bisogna poi viverlo. Ho respirato passione, storia, grande tradizione», spiega l’allenatore abruzzese, desideroso di mettersi alle spalle l’amara - e breve - esperienza di un anno fa con il Milan. «E' stata un’avventura troppo breve per poter fare una valutazione oggettiva, ho fatto appena 7 partite. Ho allenato all’inizio una squadra incompleta, che si è aggiustata nel tempo - ha ammesso nella conferenza stampa di presentazione - Lì probabilmente il tempo ha un significato diverso».

Sotto la Mole l’auspicio è che le cose possano andare in maniera diversa. Da questo punto di vista Cairo, presente accanto a lui, è una garanzia. «Giampaolo ha tutto il tempo che gli serve, l’abbiamo preso per cominciare un nuovo ciclo - ha evidenziato - E’ giusto essere prudenti, io non chiedo niente. Costruiamo un progetto insieme, con giocatori giovani, e poi vediamo dove siamo. Partiamo a fari spenti, poi vediamo dove arriviamo, lui non ha pressioni di alcun tipo».

Non è tipo da fare proclami l’ex "maestro" di Empoli e Sampdoria. Soprattutto perché la situazione è complicata, con l’inizio di stagione dietro l’angolo vista la corsa contro il tempo per chiudere l’annata 2019/2020 a causa dell’emergenza Covid-19. Non certo il miglior modo per avviare un nuovo progetto tecnico. «Oggi abbiamo delle difficoltà, ne sono consapevole, mi devo buttare a capofitto sul lavoro e capire velocemente dove andare a svoltare - ha sottolineato - Mi aspetta un lavoro duro, ci sarà da sputare sangue. Il tempo è il mio primo alleato come potrebbe essere il mio primo nemico. Mi auguro di avere un orizzonte temporale tale da poter costruire. Il poco margine per lavorare? Non è una preoccupazione, prima di venire qui lo sapevo già. Partiamo in seconda fila rispetto agli altri, chi è riuscito a dare continuità può continuare su quella falsariga, noi dobbiamo pensare ad altre cose».

Come ad esempio ritrovare la passione e l’entusiasmo in una tifoseria che continua a puntare il dito contro la proprietà. E non è un caso che, proprio mentre Giampaolo veniva presentato nella "pancia" dell’Olimpico Grande Torino, fuori dallo stadio riecheggiava l’ennesima protesta (un flash mob a cui hanno partecipato una cinquantina di tifosi) contro il presidente. «Ci sono state in 15 anni 5 stagioni molto positive e altre di buon livello, poi se mi viene fatta una colpa che non voglio perdere tutti gli anni 20-30 milioni... - la replica di Cairo - Se io per essere apprezzato come ai primi tempi devo perdere tutti gli anni 20-30 milioni non ce la faccio, non me lo posso permettere. Non sono io quel tipo di persona, ma non ne vedo tantissimi in giro. Io accetto le contestazioni, anzi per me sono motivo per far meglio». Una frecciata è stata scoccata anche all’indirizzo della presunta cordata che, tramite l’advisor "'Console and Partners", ha manifestato l’intenzione di presentare una offerta per il club. «Lascerò il Toro prima o poi ma lo voglio fare nel modo giusto - ha sottolineato - Sicuramente non lo metto in mano al primo che capita o a gente che dice sui giornali che mi vuole stanare». Il Toro, che ha ripreso a lavorare al "Filadelfia" (è saltato definitivamente il ritiro a Biella) con la novità Ricardo Rodriguez - primo colpo estivo - vuole ripartire. La rivoluzione Giampaolo è iniziata.

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