Giallini torna sul set per Rocco Schiavone

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AOSTA Il commissario Schiavone è tornato sul set. Avvolto da quel solito loden un po' vecchiotto c'è ancora lui, Marco Giallini. E proprio in questi giorni gira ad Aosta la quarta serie televisiva "Rocco Schiavone" tratta dalle opere letterarie firmate da Antonio Manzini e prodotta da Cross Productions e Rai Fiction. 

Il vice questore aggiunto, burbero, irascibile ma tanto amato dai telespettatori si aggira per la Valle d'Aosta cercando di risolvere ciò che lo stesso poliziotto inserisce una sua personalissima tabella di "rotture di coglioni".

Si parte dal sesto grado dove si piazzano i doveri casalinghi ma anche i giri per negozi e gli idraulici.

Salendo, al settimo posto  arrivano "i centri commerciali, la banca, le poste, i laboratori di analisi, i dottori in generale con un'attenzione particolare ai dentisti, per finire con le cene di lavoro o con i parenti, che almeno grazie a Dio se ne stavano a Roma".

L'ottavo grado comprende il parlare in pubblico e anche le pratiche burocratiche di lavoro, il teatro e il dover riferire a questori o magistrati.

Al nono ci sono "i tabaccai chiusi, i bar senza l'Algida, incontrare qualcuno che gli attaccasse  chiacchiere infinite, e soprattutto gli appostamenti con agenti che non si lavavano. Poi per ultimo c'era il decimo grado della scala. Il non plus ultra, la madre di tutte le rotture di coglioni: il caso sul groppone".

Sarà proprio dal decimo grado che partirà questa nuova serie tv, già diretta nelle precedenti edizioni da Michele Soavi, Giulio Manfredonia e Simone Spada.

Top secret su tutto, praticamente.

Il direttore di Film Commission Vallée d'Aoste, Alessandra Miletto, si limita ad ammettere di essere "davvero felici di essere ripartiti con una serie così importante e così radicata nella nostra regione, perché mai come in questo momento è evidente che avere produzioni che girano sul territorio sia assolutamente strategico per portare visibilità e promozione ma anche e soprattutto per l'impulso fondamentale che l'audiovisivo dà alla ripresa economica; non solo di un settore, quello dei lavoratori dell'audiovisivo e dello spettacolo, che in questo periodo è stato particolarmente penalizzato, ma per un numero amplissimo di attività economiche e di lavoratori coinvolti".

Non si sbilancia nemmeno il produttore Rosario Rinaldo: "Covid o non Covid, abbiamo trovato il modo per ripartire in sicurezza e siamo già molto contenti delle immagini di Schiavone che ci arrivano da Aosta".

Per evitare di finire nella particolare tabella di Schiavone, meglio evitare troppe domande. Almeno per ora.

PATRIZIA PERTUSO

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