Autostrade, niente revoca Lo Stato azionista con Cdp

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In un Consiglio dei ministri infuocato durato circa 6 ore e terminato alle 5,30 del mattino, i Benetton avvrebbero accettato tutte le condizioni del governo: il Mit e il Mef hanno ora il mandato per definire nel dettaglio l'accordo che prevede l'uscita graduale di Atlantia da Autostrade e l'ingresso di Cdp.     La nuova proposta di Autostrade per l'Italia portata sul tavolo dal ministro dell'Economia Roberto Gualtieri è stata al centro della discussione e ha causato la sospensione del Cdm per quasi un'ora nel corso della notte. Il titolare di via XX settembre infatti insieme alla ministra delle Infrastrutture e trasporti Paola De Micheli ha esposto la proposta al premier Giuseppe Conte. La discussione separata avrebbe fatto arrabbiare la responsabile dell'Agricoltura, Teresa Bellanova, che ha espresso irritazione per il metodo utilizzato. Il premier ha mantenuto una linea dura sul dossier Autostrade e ha chiesto che Aspi accetti le condizioni sul tavolo.      Dopo un duro braccio di ferro, il punto di approdo è quella che prevede un'uscita dilazionata nel tempo di Atlantia da Aspi entro un anno, l'ingresso di Cdp e la quotazione della società in Borsa.

Cessione a Cdp. Atlantia ha offerto la disponibilità a cedere direttamente l’intera partecipazione in Aspi, pari all’88%, a Cassa Depositi e prestiti e a investitori istituzionali "di suo gradimento". È uno dei punti chiave dell'accordo raggiunto durante il consiglio dei ministri fiume che ha esaminato le due proposte presentate per chiudere il dossier Autostrade.
Per realizzazione il piano di manutenzione e investimenti, contenuto nella proposta transattiva, Atlantia e Aspi si sono impegnate a garantire l’immediato passaggio del controllo di Autostrade a Cassa depositi e prestiti attraverso la sottoscrizione di un aumento di capitale riservato da parte di Cdp e  l’acquisto di quote partecipative da parte di investitori istituzionali. 
È stata anche decisa la cessione diretta di azioni Aspi a investitori istituzionali di gradimento di Cdp, "con l’impegno da parte di Atlantia a non destinare in alcun modo tali risorse alla distribuzione di dividendi".
È prevista anche la scissione proporzionale di Atlantia, con l’uscita di Aspi dal suo perimetro e la contestuale quotazione dell'azienda in Borsa. Gli azionisti di Atlantia valuteranno la smobilizzazione delle quote di Aspi, con conseguente aumento del flottante.

Accordi. Nelle due proposte presentate da Aspi e accettate dal governo durante il consiglio dei ministri fiume per chiudere il dossier Autostrade sono stati raggiunti accordi che riguardano l'aumento delle sanzioni, la rinuncia alle cause intentate sulla ricostruzione del ponte Morandi e le compensazioni dovute per il crollo. Le compensazioni saranno a esclusivo carico dell'azienda, si legge nel comunicato diramato da Palazzo Chigi, "per il complessivo importo di 3,4 miliardi di euro". Le clausole della convenzione saranno riscritte per adeguarle all’articolo 35 del  “Milleproroghe” sugli indennizzi per la revoca delle concessioni; il sistema dei controlli sarà rafforzato a carico del concessionario e le sanzioni saranno aumentate anche in caso di lievi violazioni da parte del concessionario. Aspi dovrà rivedere al ribasso le tariffe autostradali, rinunciare a tutte la cause intentate sulla ricostruzione del ponte Morandi, sul sistema tariffario e ai ricorsi per contestare la legittimità dell’art. 35 del “Milleproroghe”.

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