I teatri italiani ricordano Camilleri

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TEATRO Dal Teatro Stabile di Torino, in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino, al Piccolo Teatro di Milano passando il Teatro Nazionale di Genova in collaborazione con Fondazione per la Cultura Palazzo Ducale Genova, Emilia Romagna Teatro Fondazione il Teatro della Toscana, il Teatro di Roma e il Teatro Stabile di Napoli. Tutti uniti nel rendere omaggio ad Andrea Camilleri, il 17 luglio, a un anno esatto dalla sua scomparsa.

Un “filo rosso” collegherà tutte le maggiori sale italiane che proietteranno, all'unisono, “Conversazione con Tiresia” di e con Andrea Camilleri, prodotto da Palomar, tratto dal'omonimo spettacolo teatrale andato in scena al Teatro Greco di Siracusa l’11 giugno del 2018, con la regia di Roberto Andò.

Un racconto mitico, pensato, scritto e narrato da Camilleri che “cunta” la storia dell’indovino cieco, le cui vicende attraverso i secoli si intrecciano a quelle dello stesso scrittore.

Andrea Camilleri era seduto su una sedia, al centro del palco, con un ragazzino accovacciato ai piedi che tanto ricordava quel bambino a cui il narratore del poema epico indiano “Mahabharata” raccontava le sfide e le lotte furiose tra due famiglie di principi.

Sul fondale, proiezioni di stampo cinematografico per arricchire il racconto. 

Un viaggio ipnotico dalle tragedie greche fino a Pasolini, al Living Theatre e al regime nazista. Un viaggio che scorreva sul crinale del tempo come se non esistessero distanze fisiche né mentali. Tanto che lo stesso Camilleri si presentava come «Tiresia, di persona personalmente», un’eco del suo commissario Montalbano. E la fusione totale, senza limiti spaziali, tra persona e personaggio avveniva così, semplicemente.

In scena c’era un uomo di 93 anni, ormai cieco, che però ci vedeva benissimo. Vedeva quello che stava accadendo intorno a sé e ribadiva la volontà di non chiudere gli occhi. Soprattutto di fronte a un passato che nessun uomo avrebbe potuto immaginare. Men che meno Tiresia, l’indovino privato della vista e dotato da Zeus della facoltà di prevedere il futuro. La passeggiata nei secoli per raccontare la vita del personaggio porta fino a Primo Levi. Fino a quel “Se questo è un uomo” che ciascun occhio dovrebbe fissare nella memoria.

Camilleri faceva teatro. E non solo. Creava teatro. Creava un cunto che superava se stesso, un racconto che saltella tra un passato remoto e un presente sconcertante, una storia fatta di Storia. Sottolineava l’importanza del “vedere”, del non chiudere gli occhi di fronte alla realtà, del ricordare. 

La messinscena, trasmessa anche da Rai1 senza alcuna interruzione pubblicitaria, è diventata poi un film diretto dallo stesso Andò che ne curò la regia teatrale e da Stefano Vicario.

Sulle musiche dal vivo di Roberto Fabbriciani, il film fu proiettato come evento speciale per tre giorni nel novembre del 2018.

Ora sarà riproposto al pubblico di tutta Italia per ricordare il saggista, lo sceneggiatore, regista, drammaturgo, scrittore, insignito nel 2003 dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi della medaglia di Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica. 

In un momento così drammatico come quello che stanno vivendo ora i teatri e chi ci lavora, la proiezione di “Conversazione su Tiresia” assume un valore particolare: tornare in sala per salutare un uomo che ha fatto dell'arte la sua vita, restituisce alla vita l'importanza dell'arte.

PATRIZIA PERTUSO

 

 

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