Chiara: «Con gli anni ho capito: siamo belli perché diversi»

  • Chiara Galiazzo

MUSICA  Il nuovo album di Chiara Galiazzo, il quarto in carriera, ha da poco visto la luce. “Bonsai (come fare le cose grandi in piccolo)”, il titolo, è già tutto un programma: l’arte della pazienza e mondi lontani raggiunti tra viaggi reali o  interiori.

Chiara, quanto la sua arte della pazienza è stata messa a dura prova?
«Questo periodo ha messo alla prova la pazienza dal punto di vista dell’incertezza del futuro, e lo sta facendo tuttora. Io credo sia molto importante sviluppare la pazienza, aiuta ad affrontare in modo più costruttivo gli imprevisti che possono capitare in qualsiasi viaggio nella vita, reale o immaginario».

In “Bonsai”, frutto di due anni e di una cura maniacale per le piccole cose preziose, c’è un brano a cui è più legata?
«Sì, La Vita che si Voleva, scritto con Roberto Casalino, nato pochi giorni dopo la morte di mia nonna. Credo di aver trasferito perfettamente la mia malinconia nella canzone, e me ne stupisco ogni volta che l’ascolto».

Tanti gli amici-autori che l’hanno affiancata in questo nuovo progetto discografico: quanto è importante collaborare?
«A me piace condividere i percorsi con persone che stimo Tutti gli autori del progetto sono persone con cui ho condiviso anche altre parti del mio percorso e non è stato difficile aprirmi per affrontare nelle canzoni anche temi molto personali».

Lei dice di sentirsi spesso “fuori dal mondo”: si spieghi meglio...
«Ti puoi sentire fuori dal mondo in tanti modi, spesso magari non ti riconosci in una cosa che va di moda e non capisci se sei sbagliato tu. Negli ultimi anni ho capito che è meglio non cercare di somigliare a nessuno: siamo belli perché siamo diversi e dovremmo sviluppare di più le nostre caratteristiche più disparate, perché solo così possiamo trasformarle in ricchezza».

Cos’ha imparato dalla “lezione pandemia”?
«Che non bisogna sottovalutare gli eventi che avvengono in altri paesi. Mi stupisce che per mesi abbiamo visto l’epidemia in Cina e non ci aveva sfiorato l’idea che potesse colpirci così duramente. Lo stesso vale per i problemi legati all’ambiente, solo perché i ghiacciai che si sciolgono sono lontani e non li vediamo di casa, non significa che non ci riguardino. Facciamo parte di un mondo altamente interconnesso, e questo dovrebbe spingerci a un approccio collaborativo per risolvere i problemi».

Questa estate nella sua valigia non mancherà…
«Sembrerà scontato, ma non dimentico mai la crema solare!».

 

 

ORIETTA CICCHINELLI

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