Mattarella mano nella mano con Pahor a foiba Basovizza

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TRIESTE Il Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, insieme al suo omologo sloveno Borut Pahor hanno deposto e toccato un'unica corona di fiori con due nastri, italiano e sloveno, a Basovizza in ricordo degli italiani uccisi dai partigiani jugoslavi nelle foibe. Mattarella e Pahor si sono tenuti per mano durante la cerimonia. Ad accompagnare il Capo dello Stato, in occasione della visita a Trieste nel centenario dell'incendio del Narodni dom, presenti anche i ministri degli Esteri Luigi Di Maio e dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli.

Dopo la corona deposta sulla foiba di Basovizza, i due Presidenti hanno deposto un'unica corona di fiori in un altro luogo in memoria dei martiri della Resistenza slava al fascismo. Per la seconda volta Mattarella e Pahor si sono tenuti per mano in occasione della commemorazione. Presente a Trieste anche la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese e il ministro dell'Università Gaetano Manfredi, oltre a Patuanelli.

Mattarella: Chiamati a senso responsabilità di fronte alla storia

"La storia non si cancella e le esperienze dolorose, sofferte dalle popolazioni di queste terre, non si dimenticano. Proprio per questa ragione il tempo presente e l'avvenire chiamano al senso di responsabilità, a compiere una scelta tra fare di quelle sofferenze patite, da una parte e dall'altra, l'unico oggetto dei nostri pensieri, coltivando risentimento e rancore, oppure, al contrario, farne patrimonio comune, nel ricordo e nel rispetto, sviluppando collaborazione, amicizia, condivisione del futuro", ha dichiarato Mattarella, a Trieste insieme al Presidente della Slovenia Borut Pahor in occasione della restituzione della casa del popolo Narodni Dom alla minoranza slovena in Italia, dopo l'incendio fascista avvenuto cent'anni fa.

"Al di qua e al di là della frontiera – il cui significato di separazione è ormai, per fortuna, superato per effetto della comune scelta di integrazione nell'Unione Europea – sloveni e italiani sono decisamente per la seconda strada, rivolta al futuro, in nome dei valori oggi comuni: libertà, democrazia, pace", ha aggiunto il Capo dello Stato. "Oggi, qui a Trieste – con la presenza dell'amico Presidente Borut Pahor – segniamo una tappa importante nel dialogo tra le culture che contrassegnano queste aree di confine e che rendono queste aree di confine preziose per la vita dell'Europa", ha concluso Mattarella.