Quasi 13 milioni di casi La pandemia fa sempre paura

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La pandemia del Covid-19 registra al momento 12.739.269 contagi nel mondo e 565.704 vittime. Sono gli ultimi dati pubblicati dalla Johns Hopkins University, che aggiorna in tempo reale la sua mappa con i dati ufficiali forniti dai governi. I paesi colpiti sono 196, e i dati sono sicuramente sottostimati, poiché in moltissimi paesi i test si fanno soltanto nei casi più gravi, in altri non ve ne sono abbastanza per procedere in modo sistematico.   Gli Stati Uniti, che hanno riscontrato il primo decesso legato al virus all'inizio di febbraio, sono il paese più colpito, sia in termini di contagi che di vittime, seguiti in entrambe le classifiche dal Brasile. Al terzo posto per casi registrati c'è l'India e per vittime il Regno Unito.

Usa. Gli Usa hanno registrato un nuovo record giornaliero, con altri 66.528 casi di coronavirus che hanno portato il totale a 3.242.073. E' il bilancio fornito dalla Johns Hopkins University. Come ha sottolineato la Cnn, il numero di contagiati supera quello della popolazione di Chicago, la terza città più grande degli Usa. I morti nelle ultime 24 ore sono stati 760 per complessivi 134.729 decessi.

Speranza. “Duecentoventimila contagi covid in un solo giorno a livello mondiale. Mai prima un numero così alto in sole 24 ore. Questo ci dice che non è vinta e che serve ancora attenzione da parte di tutti. Dobbiamo continuare a seguire la linea della prudenza e della gradualità”. Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, su Twitter. 

Locatelli.  "Non ne siamo fuori. Lo dimostrano i numeri che vediamo ogni giorno, lo dimostrano i cluster che si sono verificati in varie aree, da Mondragone a Palmi, dal Veneto a Bologna. Dobbiamo dare un messaggio forte: ovviamente e felicemente siamo usciti dal quadro drammatico, ma non siamo fuori dal problema epidemia da coronavirus". Lo ha detto Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e membro del Comitato tecnico scientifico in una intervista a Repubblica. "Ricordiamoci che siamo nei mesi climaticamente favorevoli - dice Locatelli - va sfruttato al meglio questo periodo per ridurre sempre più la circolazione del virus, perché arriveranno mesi tardo-autunnali e invernali con condizioni climatiche che favoriscono la circolazione dei virus respiratori. E il Sars-CoV-2 non fa eccezione".

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