Minneapolis, le proteste arrivano alla Casa Bianca

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USA Oltre 500 soldati della Guardia Nazionale sono stati dispiegati a Minneapolis, dove la tensione è altissima dopo un'altra notte di violenze scaturite dalla morte dell'afroamericano George Floyd mentre era in custodia della polizia. La misura di rafforzamento della sicurezza era stata richiesta dal sindaco della città, Jacob Frey. Su Twitter, la Guardia Nazionale del Minnesota ha ribadito che la missione è "proteggere vite, preservare proprietà e il diritto a manifestare pacificamente".

Casa Bianca. Ma le proteste dilagano in diverse città statunitensi, da New York a Washington e fino a Houston, per l'omicidio a Minneapolis da parte della polizia di George Flyod, afroamericano.  Se a Minneapolis è stato ordinato il coprifuoco per tutto il fine settimana, in altre due città del Missouri, St. Paul e Roseville, è scattato lo stesso divieto per la notte. Nella capitale americana i manifestanti stanno pacificamente sfilando sulla 14esima strada, vicino alla Casa Bianca, mentre a New York si sono radunati davanti al Barclays Center di Brooklyn. A San Jose, in California, alcuni manifestanti stanno bloccando il passaggio delle auto in strada. A Houston, in Texas, i manifestanti si sono riversati numerosi a downton, davanti alla sede del comune, un grattacielo costruito negli anni Quaranta. Come anche nelle altre città, mostrano cartelli con le ultime parole dell'uomo ucciso: "Non posso respirare", reclamando "giustizia per George".

Arrestato il poliziotto. Intanto è stato arrestato e incriminato per omicidio preterintenzionale l'agente che soffocò, durante l'arresto, l'afroamericano
George Floyd, morto lunedì scorso a 46 anni sotto il ginocchio di Derek Chavin. Il procuratore della Contea di Hennen, Mike Freeman, l'ha definita "l'incriminazione più veloce in un'indagine contro un agente di polizia".  L'ufficio del procuratore ha esaminato i resoconti dei testimoni, il video dell'accaduto e altre prove che hanno portato all'arresto di Chauvin, ha spiegato Freeman. Gli altri tre poliziotti coinvolti non sono stati ancora arrestati ma sono sotto indagine. Dalle testimonianze locali, in particolare quella del vice presidente del consiglio comunale,  Andrea Jenkins, è emerso che Floyd e Chauvin, si conoscevano molto bene perché avevano lavorato insieme per diversi anni nella sicurezza di un night club.     "L'incriminazione dell'agente è un primo passo essenziale", ha commentato il sindaco della città, Jacob Frey, che oggi si è svegliato con edifici e auto ancora fumanti dopo una notte di rabbia e violenza. "Siamo una nazione a un bivio e la decisione odierna del procuratore della contea è un primo passo essenziale su una strada più lunga verso la giustizia e la guarigione della nostra città", ha affermato il primo cittadino in una nota. Un primo passo che però non sarà sufficiente con l'attenzione che resta alle stelle anche a causa di alcuni tweet del presidente, Donald Trump, che dopo aver promesso giustizia per la vittima, ha usato parole di fuoco contro quelli che ha definito i “criminali” che hanno commesso atti vandalici e saccheggi e ha minacciato l’uso della forza. 

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