La rivolta nelle carceri scoppia a San Vittore

MILANO Dopo Modena, Foggia e Pavia, la rivolta nelle carceri esplode anche a Milano. Stamattina i detenuti di San Vittore sono saliti sul tetto gridando “Libertà” e “Vergogna”. Il fulcro delle proteste è la decisione di azzerare ogni forma di permesso all''uscita previste per i detenuti oltre alla sospensione dei colloqui con i familiari, tutto inserito nel decreto per limitare i contagi da coronavirus. Alle finestre delle loro celle hanno attaccato fogli di carta e stracci a cui hanno dato fuoco e per sedare gli incendi sono dovuti intervenire i Vigili del Fuoco. Due i raggi devastati. Inoltre, i detenuti hanno avuto accesso all'infermeria e hanno aperto armadietti e cassaforti:  il pericolo è che prendano il metadone usato per placare la tossicodipendenza da eroina.

Proprio per un'overdose da psicofarmaci due detenuti rinchiusi a Verona e Alessandria sono morti. Secondo il segretario del Sapp, Aldo Di Giacomo, i due avrebbero approfittato della protesta nelle carceri per sottrarre psicofarmaci dall'infermeria.  

A San Vittore la polizia ha circondato il carcere: bloccato tutto il traffico intorno all'istituto penitenziario. Intanto da Bollate sono arrivati altri agenti  per cercare di sedare la rivolta all'interno. Distrutti dal fuoco e da allagamenti il terzo e il quinto raggio.

E mentre altri detenuti sono saliti sul tetto esponendo uno striscione con la scritta "Indulto”, i pm Gaetano Ruta e Alberto Nobili stanno cercando di trattare. Fonti interne al carcere fanno sapere che sarebbe necessario sfollare almeno 400 persone a che se non si riesce a trovare un posto dove trasferirli. 

Gravi disordini anche a Roma nel carcere di Rebibbia dove oltre a bruciare alcuni materassi si è ripetuto l'assalto alle infermerie. A darne notizia è il Sindacato di polizia penitenziaria.

La situazione nelle carceri italiane sta esplodendo. Da stamattina sono 27 le carceri dove si stanno svolgendo proteste da parte dei detenuti, alcuni dei quali chiedono l'amnistia a causa dell'emergenza coronavirus. 

Ieri durante una rivolta sono morti sei detenuti a Modena e altri quattro sono in prognosi riservata, mentre a Pavia due agenti penitenziari sarebbero stati sequestrati e picchiati. Disordini anche a Frosinone.

Tutto ciò accade proprio nel momento in cui l'Iran concede “permessi” a circa 70.000 detenuti. La conferma è arrivata dal capo della magistratura, Hojatoleslam Ebrahim Raisi, come riporta l'agenzia iraniana Tasnim che parla di “misure precauzionali” per contenere la diffusione del coronavirus. Raisi ha spiegato che è stata data la priorità ai detenuti con patologie pregresse. Nei giorni scorsi le autorità iraniane avevano confermato il rilascio in via temporanea di 54.000 detenuti dopo il pagamento di una cauzione.

In Italia, invece, Matteo Salvini, leader della Lega, tuona: «Nessuno provi a spalancare i cancelli delle galere con la scusa delle rivolte».

PATRIZIA PERTUSO e ANDREA SPARACIARI

 

 

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