«Vi racconto la forza di 7 donne»

  • Yvonne Sciò Seven Women

TELEVISIONE “Seven Women”, viaggio nella vita di 7 protagoniste del nostro tempo (il 7 alle 23 su Rai Storia e dall’8 su RaiPlay) in compagnia di Yvonne Sciò. «È il mio secondo lavoro da regista. Volevo continuare il viaggio nel mondo delle donne. In questo nuovo progetto ne ho incontrate sette, tra l’Italia e gli Usa, e ho raccontato una parte delle loro vite, dei loro successi e delle difficoltà dalle quali sono partite».

Yvonne Sciò chi sono le protagoniste di “Seven Women”?
«La giornalista Rula Jebreal con la sua drammatica storia rivelata sul palco dell’ultimo Sanremo; la mia amica Fran Drescher che narra delle violenze subite e della battaglia contro il cancro. Rosita Missoni che avevo conosciuto da piccola con mia madre, giornalista di moda, che parla dell’infanzia, di Ottavio e della famiglia... Bethann Hardison, prima top model afro-americana. Poi Patricia Field e Susanne Bartsch: mi ha sempre affascinato la passione per i costumi. Alba Clemente che ricorda la magia del teatro e l’incontro con Andy Warhol…».

Yvonne e le donne.
«C’è solidarietà tra di noi. Le donne mi hanno sostenuto nei momenti dolorosi: mi sentivo persa, sola con una figlia da crescere. Oggi si parla solo di donne che cantano, donne nella moda…io ho iniziato a parlarne da molto prima del Mee Too: raccontarle mi dà speranza».

Yvonne e gli uomini.
«Ti fanno sempre un po’ sentire che non sei all’altezza, che non sei in grado. Col mio lavoro vorrei lasciare un sengo per mia figlia: è lei la mia più grande fan. Sono quella di “Non è la Rai”? Ok, ma si va avanti, la vita è dono ed è sempre diversa».

Dal tormentone Sip “Mi ami? Ma quanto mi ami? E mi pensi? Ma quanto mi pensi?” che la vedeva adolescente al telefono ne è passato di tempo. Siamo nell’era digitale...
«Eh sì, i social hanno rivoluzionato il mondo ma non dobbiamo esserne schiavi. La possibilità di contattare gente e scrivere a chiunque è un bene. Il web è un attrezzo incredibile, ma c’è gente che vive solo attraverso i social… a me non interessa questo aspetto: si toglie tutto il senso della vita, si disimpara a cogliere il momento vissuto fotografando e postando tutto».

Ma anche lei è su Instagram e FB...
«Certo, li adoro, ma non vivo attraverso i social. Senza contare poi che magari qualcuno te la tira: una volta sciando ho postato la mia foto e stavo per rompermi tutta. Quindi posto solo dopo l’evento. La cosa più triste? Stare a tavola col telefonino e non parlarsi».

L’8 marzo Festa della donna, ma tanto resta ancora da fare per liberarci di certe categorie mentali e sociali…
«Sì. Non vedi mai le donne nelle posizioni di grande potere. Giorni fa mi ha colpito una foto del parlamento europeo: c’era solo una donna. Oggi tanti pregiudizi sono stati abbattuti dai tempi di mia madre, ma la strada è ancora lunga».

Si può fare di più.
«Certo, mai smettere di parlarne: grazie al movimento Mee Too oggi c’è più coscienza e attenzione. La forza del web, poi, aiuta a condividere».

 

 

ORIETTA CICCHINELLI