«Sarò un Montalbano fedele con una regia malinconica»

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ROMA Per Andrea Camilleri era un successo che non smetteva mai di stupirlo. Diceva: «Molti italiani si riconoscono in lui, un personaggio medio la cui lealtà primeggia su tutti». Non si possono non ricordare queste parole ora che, come sottolinea Luca Zingaretti, «è la  prima volta senza Camilleri e senza  Sironi».

Presentati i due nuovi episodi del “Commissario Montalbano” diretti dallo stesso Zingaretti che Rai1 manderà in onda il 9 e il 16 marzo : “Salvo amato, Livia mia”, indagini sull'assassinio di una giovane archivista amica di Livia; e “La rete di protezione” dove tutto parte da ciò che avviene nella scuola del figlio di Augello. 

Montalbano sarà per la prima volta anche sul grande schermo dal 24 al 26 febbraio.

«Il fatto di essere subentrato in corsa dopo la morte di Sironi - spiega Zingaretti - e di aver dovuto curare anche la regia, mettendo di mio una malinconica dolcezza, per il resto ho cercato di essere fedele a ciò che è stato fatto sino ad oggi. È stata un'impresa ciclopica: ho lavorato 20 ore al giorno e non mi sentivo mai stanco, ma sentivo su di me un'enorme responsabilità».

Non poco per Luca Zingaretti che anni fa pensava di abbandonare Montalbano e che oggi dice: «Considero il mio ripensamento come una cosa  positiva e voglio, dopo questi due episodi, elaborare il lutto e poi sedermi e riflettere se è il caso di finirla qua o  concludere in bellezza con l'ultimo romanzo di Camilleri  che è nella cassaforte di Sellerio e con nuovo romanzo uscito pochi mesi fa».

E, aspettando un seguito, Zingaretti intreccia ricordi di quando «vent'anni fa  non ero nessuno, solo un attore teatrale, e lessi per caso i primi libri di Montalbano, rimanendo folgorato dal personaggio. Sapevo che cercavano per la serie tv un Montalbano biondo, alto, con gli occhi azzurri: insomma un tipo del tutto diverso da me, ma chiesi al mio agente di allora di fare lo stesso un provino. E incredibilmente funzionò. Alla fine, è andata quasi senza interruzione perché anche quando nel 2008 avevo paura di restare incastrato nel personaggio e avevo pensato di lasciare, in realtà non ce l'ho fatta: mi manca troppo Montalbano  e per questo ho pensato di mandare a quel paese la strategia e di rimettermi i vestiti da Commissario».

SILVIA DI PAOLA

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