Stazione Barberini a metà E il trenino è fantasma

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ROMA Dopo 11 mesi la riapertura della fermata Barberini della linea A della metropolitana, ma solo per i viaggiatori in uscita, è stata bocciata da romani, turisti e commercianti. Ieri il suo debutto “a metà” è stato salutato da commenti sarcastici o inviperiti: «Hanno fatto prima a isolare il Coronavirus che a riaprire questa stazione», ragionava un viaggiatore. «In Cina ci hanno messo 10 giorni a costruire un ospedale, qui ce ne sono voluti più di 300 per questo rattoppo», faceva eco un altro. «Siamo passati da un disservizio a una scomodità, ma è meglio di niente», ha spiegato un utente mentre usciva dalla stazione. Ieri in Consiglio comunale le opposizioni di centrosinistra hanno chiesto alla Giunta di accelerare sugli indennizzi ai commercianti, che per la chiusura della fermata hanno perso fino al 70% dei loro incassi.

Nella stessa giornata i circa 30mila pendolari che quotidianamente utilizzano il trenino Termini-Centocelle, si sono ritrovati senza servizio per mancanza di personale. Atac, nell’assicurare che «sono stati immediatamente attivati tutti i controlli previsti nei confronti del personale di macchina» della tratta, ha spiegato che sui 48 operatori in organico, «cinque risultavano in riposo programmato, sei si sono resi disponibili per il servizio e 37 hanno prodotto vari documenti giustificativi, adesso all’attenzione dell’azienda». Il servizio è stato ripistinato solo intorno alle 18, ma con pochi treni e inevitabili disagi.

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