Mastandrea & Cortellesi Due genitori nel panico

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ROMA «I primi tre mesi sono stati la quiete prima della tempesta e, se fossi stato un saggio capo indiano, avrei sentito la tempesta arrivare». La tempesta di cui parla Valerio Mastandrea sono i figli, con annessi e connessi: pannolini, notti in bianco, baby sitter improbabili, festicciole infinite, surreali chat tra genitori e via dicendo.

Il titolo dell'ultimo film di Mattia Torre (morto lo scorso luglio, a pochi giorni dalla riprese, portate avanti da Giuseppe Bonito)  recita, semplice semplice,  “Figli” e da oggi è in sala con l’immancabile Mastandrea  per la prima volta a fianco di Paola Cortellesi in veste di genitori. 

«Non è solo una storia di genitori in difficoltà - precisa la Cortellesi -  ma la storia d'amore di una coppia che esplode alla nascita del secondo figlio e che tenta di sopravvivere come coppia. Dovrebbe vivere il tutto con un po' più di leggerezza e invece è carica di ansia come molti genitori di oggi per cui fare figli è un obbligo, cosa non vera. Io mi sono  riconosciuta in tutti i diversissimi genitori che vengono raccontati nel film ed è stato persino terapeutico. Spero dia  fiducia anche allo spettatore».

Fiducia nella possibilità di andare avanti? «Sì, perché il film non è  solo una storia di figli o di genitori che oggi sono molto più soli e nevrotici di quelli di un tempo, non aiutati dai servizi dello Stato - risponde  dal canto suo Mastandrea - è un film sugli urti della vita, su quello che  resta sempre oltre le mancanze e le negatività. È un film su come si può sempre resistere e andare avanti».

SILVIA DI PAOLA