Dardust: «Tutti mi cercano sono un buon compagno di viaggio»

  • Dario Faini Dardust

MILANO È uno degli autori/produttori più ricercati del pop italiano. E ha scritto per big come Renga, Mengoni, Annalisa, Emma e molti altri. Sua pure la firma su “Soldi” di Mahmood, prima all’ultimo Sanremo. Ma Dario Faini ha anche una carriera parallela solista come Dardust, sul filo di una musica strumentale fra elettronica, minimalismo e sperimentazione. «È indefinibile e mi piace così. Potevo fare un disco con tanti nomi famosi, invece ho scelto una sfida più difficile. E qui mostro il mio lato più oscuro», spiega Dardust, in uscita venerdì con “S.A.D. Storm And Drugs”, anticipato dal singolo “Rückenfigur”.

Un cd dove si citano il movimento culturale dello Sturm und Drang, Il Werther di Goethe, i quadri di Caspar David Friedrich e il film di culto “Trainspotting”: «Ma in modo dissacrante e provocatorio. È il risultato di uno scavo interiore e del superamento di un difficile periodo personale. Alla fine ci sono il riscatto e la pace». In arrivo anche un tour nei club che toccherà Roma (27 febbraio) e, in marzo, Milano (5) e Torino (6). Ma prima ci sarà una nuova avventura sanremese: Faini, infatti, ha messo lo zampino nei pezzi in gara di Rancore, Elodie ed Eugenio in Via Di Gioia: «Perché mi cercano? Questione di empatia, credo di essere un buon compagno di viaggio per gli artisti. Mi aiuta la mia laurea in Psicologia. E, poi, ci metto dei nuovi colori musicali, porto a livello pop i generi più underground».

 

 

DIEGO PERUGINI