Piazza Fontana, 50 anni dopo Milano non dimentica

È il giorno delle vedove, le sopravvissute e quelle che non ci sono più. È  il presidente dell'Associazione delle vittime della strage di Piazza Fontana, Carlo Arnoldi, nei sui discorsi a Palazzo Marino, alla presenza di Sergio Mattarella - prima volta di un Presidente della Repubblica alla commemorazione della strage - e poi in piazza della Scala, a ringraziare commosso le madri, mogli e vedove dei 17 uomini dilaniati dalla bomba, per il loro contributo alla memoria. «Grazie di cuore mamme - ha detto - Dopo tutti questi anni voglio ricordare le 17 vedove e mamme che tanto hanno fatto per la comunità, e per cercare  la giustizia e la verità dovute ai figli e al Paese». L'ultima di loro è mancata l'anno scorso. Ma altre due vedove ieri sono state protagoniste, Licia Pinelli e Gemma Calabresi, entrambe ricevute dal Presidente, anche loro vittime del clima di depistaggio e di violenza di quegli anni.  «Mattarella si è detto onorato di conoscere mia madre Licia», ha riferito la figlia Claudia.  Forse mai come quest’anno, nel cinquantenario, le famiglie hanno sentito vicine le istituzioni e la città. E le parole dure di Mattarella che in un consiglio comunale gremito, dopo il sindaco di Milano Sala, ha pronunciato contro la stagione dei depistaggi di Stato e le manipolazioni e le riscritture del passato, segnano un prima e un dopo, come ha sottolineato Arnoldi. Tutta la città ha preso parte alla commemorazione: le vie commericali hanno spento le luminarie natalizie dalle 14 alle 18, anche l'albero di luce in Piazza Duomo. Alle 16,37, ora dello scoppio della bomba, dopo il corteo istituzionale  migliaia di persone hanno osservato un minuto di silenzio. In serata anche i cortei degli anarchici e dei centri sociali. 

PAOLA RIZZI

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