«In piazza Fontana morì mio nonno Pietro Dendena»

  • Milano

«Sono cresciuto respirando questa storia in famiglia da quando sono nato, anche se questo non mi ha mai impedito da bambino di festeggiare ogni 12 dicembre la vigilia di Santa Lucia». La festa di Santa Lucia è un Natale anticipato che si festeggia in alcune zone del Nord Italia. La famiglia Dendena è di Lodi, il nonno di Matteo, Pietro, è una delle vittime di Piazza Fontana, la “madre di tutte le stragi”di cui domani si celebra il cinquantenario. Il 12 dicembre 1969, alle 16,37, Pietro, commerciante di bestiame, era come tutti i venerdì nel salone della Banca dell’Agricoltura, quando esplose la bomba che fece 17 morti e 88 feriti. La figlia Francesca che allora aveva 17 anni, è stata per molti anni un’indomita presidente dell’associazione dei famigliari, affiancata dal fratello Paolo. Ora il testimone della memoria lo porta avanti  Matteo, 31 anni, figlio di Paolo, vicepresidente dell’associazione di Piazza Fontana, che sulla storia della zia ha scritto il libro “Ora che mi ricordo ancora. Francesca Dendena: storia di un eroe civile”. «Avrebbe voluto scriverlo lei, ma si è ammalata e nel 2010, a 58 anni è morta. L’ho sentito come un dovere concludere il suo progetto».

Che senso ha 50 anni dopo parlare ancora di piazza Fontana?
«Molti miei coetanei non sanno quello che è successo  ed è questo che mi ha spinto a testimoniare in prima persona.  Ma quando vado nelle scuole vedo molto interesse. L’attenzione delle nuove generazioni è più alta di quello che si pensi».

È ancora difficile avere una memoria condivisa?
«Scontiamo il fatto che a differenza di altri paesi, come la Germania, non abbiamo fatto i conti con la nostra storia. Un deficit è certamente il fatto che a scuola non si studia nulla della storia repubblicana, della nostra costituzione, della strategia della tensione, del terrorismo».

C’è ancora qualcosa da scoprire su quel 12 dicembre?
«Su Piazza Fontana è stato detto tutto e anche troppo, a volte con slogan, ma si è raggiunta una verità storica, si conoscono i colpevoli, la matrice neofascista di Ordine Nuovo, anche se sul piano giudiziario  non si è riusciti a condannarli. Il nostro compito come familiari ora non è prendere parte politica ma testimoniare».

Com’era sua zia Francesca?
«Ricordo la sua frustrazione, ogni volta che un processo faceva fare un passo indietro, ma non si è mai arresa. Domani,  12 dicembre su Raiuno andrà in onda “Io ricordo - Piazza Fontana”. Una docufiction con lei come protagonista, interpretata da Giovanna Mezzogiorno. Perché è importante raccontare la storia dal punto di vista dei familiari. In questi anni hanno parlato tutti, magistrati, politici, giornalisti, mentre si è dato poco ascolto alle vittime».
PAOLA RIZZI

Nella foto di Marina Alessi, esposta nella mostra 17 Graffi alla Casa della Memoria di Milano, Paolo e Matteo Dendena

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