Brera, Bradburne si riprende il '900

MILANO Palazzo Citterio, in via Brera, non è pronto. Troppe magagne nella ristrutturazione: gli spazi non sono stati veramente pensati per una esposizione, il montacarichi è sottodimensionato, ci sono infiltrazioni di umidità, la climatizzazione è carente, non c’è abbastanza personale. Un disastro, insomma. Che spinge il n°1 della Pinacoteca di Brera, James Bradburne, a decidere: le collezioni novecentesche Jesi e Vitali tornano a casa, in attesa che i lavori siano soddisfacenti, dopo il restyling progettato dallo stesso Bradburne. Ma c’è un dettaglio: il “rientro” è stato possibile grazie a una donazione decisiva, salvifica, della Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti: 150 mila euro grazie ai quali Brera non ha perso i diritti di donazione e può conservare i capolavori, che a questo punto, a partire dal 13 maggio, troveranno il loro posto nella loro casa di prima. L’operazione partirà il 13 maggio e darà vita a un allestimento temporaneo “a rastrelliera”: le opere di Boccioni, Carrà, de Pisis, Morandi, Modigliani, Sironi, Picasso, 100 delle opere più amate del ‘900 di Brera, appartenenti alle collezioni e donazioni Jesi e Vitali, saranno di nuovo installate nel cuore del museo, al centro dei saloni napoleonici, nelle sale IX e XV e nel deposito a vista della sala XXIII: un riallestimento che si concluderà entro il 21 giugno. E palazzo Citterio? Se ne riparlerà nel 2020, forse.

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