Zona 30 a Corvetto “e la gente è contenta”

  • Milano

CITTA' Da domani, fino a domenica, va in scena al Corvetto un esperimento molto particolare. Nel triangolo formato dalle vie Scrivia, Don Bosco e Tagliamento e dalla piazza San Luigi, si attuerà, tra incontri e festicciole, una zona 30 (cioè a velocità ridotta a 30 km/h) temporanea. «Per convincere i residenti che una vita migliore è possibile», dice a Metro l’architetto Matteo Dondé, l’autore del progetto sostenuto da Genitori Antismog e FIAB Milano Ciclobby e approvato dal Comune. «“Zona 30, la gente è contenta” è un claim inventato da Lydia Bonanomi, madrina e pioniera, negli anni ‘70, della moderazione del traffico», dice Dondè, «e io posso dire che funziona, perché ho già fatto progetti simili a Reggio Emilia, a Terni e a Casalmaggiore (Cremona), quest’ultimo premiato dalla Ue. Il Comune di Milano andrà avanti, dopo questi 4 giorni. Spero che recepirà alcune delle nostre soluzioni».

Si usano dossi?
No, strumenti più semplici. La sosta oggi in via Scrivia è caotica. Noi la alterneremo da un lato all’altro della strada. A sinistra in linea, poi a destra a spina di pesce al contrario (con il muso delle auto rivolto verso il centro della strada) e così via. Per creare una “chicane”.

E poi?
Il restringimento degli attraversamenti pedonali, allargando i marciapiedi: qui diversi pedoni sono stati investiti. Lo scopo, in generale, è migliorare la qualità della strada come spazio pubblico. Il che dà valore agli immobili, pure.

Così è anche il paradiso dei ciclisti. E all’estero?
Parigi sarà per metà a “zone 30”. Bilbao lo è già interamente da questo mese.

SERGIO RIZZA
Twitter: @sergiorizza

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