Arrivano sugli scaffali le etichette smart

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ROMA Scatta l’obbligo della dichiarazione nutrizionale sull’etichetta degli alimenti che si applica a tutti i prodotti confezionati che devono ora indicare anche le informazioni relative a valore energetico, quantità di grassi (di cui gli acidi grassi saturi), i carboidrati (di cui gli zuccheri), le proteine e il sale, espressi per 100 grammi o 100 millilitri di prodotto, e facoltativamente anche per porzione. Coldiretti segnala la completa entrata in vigore, da martedì, delle norme previste dal Regolamento Ue sulla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori che consente anche di indicare su base volontaria altri elementi, quali gli acidi grassi monoinsaturi, acidi grassi polinsaturi, polioli, amido, fibre e i sali minerali o vitamine se contenuti in quantità significative.

Informazione e trasparenza

«Un passo importante per la trasparenza dell’informazione sulle caratteristiche dei prodotti sulla base di parametri oggettivi - sottolinea Coldiretti - considerato che troppo spesso vengono esaltate impropriamente specifiche proprietà. Ora sarà possibile leggere le informazioni nutrizionali in etichetta per fare scelte di acquisto più consapevoli in un Paese dove quasi la metà degli italiani ha seguito una dieta nell’ultimo anno». Una nuova tappa nel percorso tracciato dal regolamento comunitario che da due anni ha già portato ad una prima modifica delle etichette per i prodotti alimentari, scritte con caratteri più chiari e grandi ma anche con più informazioni: da una maggiore evidenza sulla presenza di sostanze allergizzanti all’indicazione del tipo di oli e grassi utilizzati, dalla data di congelamento alle informazioni sullo stato fisico degli ingredienti in modo ad esempio da non poter utilizzare il solo termine “latte”, se si usa latte in polvere o proteine del latte.

Basta con il falso Made in Italy

Proprio per il latte - fa sapere ora la Coldiretti - è in arrivo un’altra novità grazie all’avvenuta firma del decreto che introduce in etichetta l’indicazione obbligatoria dell’origine per i prodotti lattiero-caseari. «Si potrà così dire basta all’inganno del falso Made in Italy - commenta Coldiretti - con tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia che sono stranieri, così come la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o cagliate provenienti dall’estero, senza che questo sia stato obbligatorio fino ad ora riportarlo in etichetta». Eppure per il 96% degli italiani - secondo una rilevazione del ministero delle Politiche agricole - è molto importante che sull’etichetta sia scritta in modo chiaro l’origine dell’alimento e per l’84% degli italiani è anche fondamentale sia indicato pure il luogo in cui è avvenuto il processo di trasformazione.

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