Federico Buffa a teatro con i Giochi di Berlino '36

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OLIMPIADI I suoi profili dei grandi protagonisti dello sport hanno fatto innamorare milioni di telespettatori. Ora, Federico Buffa torna a teatro con “Le Olimpiadi del ‘36”, dall’1 al 6 novembre alla Sala Umberto.
Quando le è venuta l’idea di portare un grande evento sportivo a teatro?
È sempre stato un sogno, in realtà. Poi nel 2014 Emilio Russo e Caterina Spadaro (i registi dello spettacolo) sono riusciti a convincermi definitivamente.
Ha avuto difficoltà ad adattarsi ai tempi e agli spazi di scena?
Non poche, anche se replica dopo replica le cose sono andate meglio. Le preoccupazioni maggiori le avevo per la voce. Non è facile parlare per oltre due ore.
Qual è il segreto per raccontare bene lo sport?
Io penso che sia fondamentale scegliere qualcosa che sia già accaduto e abbia quindi una sua compiutezza valutabile ex post.
Si è trovato a suo agio in questo senso con “Le Olimpiadi del ‘36”?
Sì, molto. Ho lavorato nella massima libertà, facendo anche delle aggiunte dettate dalla reazione del pubblico, che è una fonte di ispirazione inesauribile.
Perché ha scelto proprio i Giochi di Berlino?
Perché sono state uno spartiacque fondamentale nella storia dello sport. A prescindere dalle questioni storiche, è da quel momento che lo sport si è spettacolarizzato e ha perso, per così dire, la sua verginità.

DOMENICO PARIS

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