Con l’uscita dall’Europa la mia start up fallirebbe

  • Brexit

LONDRA. «Perché voglio che il mio Paese rimanga in Europa? Perché è l’Europa che ha permesso la nascita e la crescita del marchio Tom Cridland. Ed è in Europa che vendiamo la nostra moda sostenibile senza tariffe». Thomas Cridland, metà inglese e metà portoghese, è un imprenditore giovanissimo. Venticinque anni, di cui gli ultimi sette trascorsi in mezzo alla moda, nel 2014, grazie a un prestito del governo inglese, ha avviato una start up legata alla moda sostenibile. In due anni l’ha trasformata in un’impresa da 500 mila sterline. Produce abiti rigorosamente monocolore, fra cui la celebre maglia garantita per durare 30 anni.

Perché è contrario a Brexit?

Perché credo che il nostro lavoro diventerebbe molto più difficile; l’economia ne sofrirebbe sia nell breve che nel lungo periodo; ci sarebbe una perdita di manovalanza, senza contare la perdita della mia libertà personale di poter vivere e lavorare dove voglio in Europa. Infine Brexit potrebbe portare alla spaccatura della Gran Bretagna e minacciare la stabilità europea.

Come lavora la sua impresa oggi?

Oggi possiamo vendere liberamente la nostra merce in Europa senza tariffe aggiuntive, come dobbiamo fare invece con gli Usa e la Cina…

I sostenitori dell’uscita dicono che verrà comunque chiuso un accordo sul commercio…

I tempi del negoziato non saranno brevi e i danni alle nostre imprese a quel punto saranno irreversibili. 

Uno degli argomenti  più forti dei sostenitori di Brexit è la necessità di regolamentare l’immigrazione.

Gli immigrati in Inghilterra  svolgono mestieri che nessuno è più disposto a fare. Danno un contributo economico e culturale importante. Amo vivere in Inghilterra, dove sono nato e cresciuto, ma apprezzo anche moltissimo la libertà di poter andare a vivere dove voglio in Europa. I prezzi delle case da noi sono a livelli talmente pazzeschi che questa è una libertà alla quale non vorrei proprio rinunciare.

SERENA BOURNENS

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