Infanzia, basta discriminazioni

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SCUOLA. Il 25 maggio scorso la Camera dei deputati ha approvato il decreto n.42 che dispone -tra le altre cose- l’assunzione di tutti gli idonei del concorso Scuola dell’Infanzia Statale 2012 rimasti nelle graduatorie di merito non esaurite consentendone anche la mobilità interregionale. Buona cosa, direte voi. È una buona cosa ma lascia perplessi e delusi altri 20.000 e più docenti vincitori dei concorsi antecedenti, inseriti da anni nelle Graduatorie ad Esaurimento. Sono i maestri e le maestre dei nostri figli-nipoti-conoscenti, quelli che ci accolgono ogni giorno con un sorriso e tanta professionalità maturata nel tempo e che poi, dal prossimo settembre, non rivedremo più perché utilizzati in altre scuole e in altri luoghi…forse. La Buona politica, quella che vuole davvero rispondere alle istanze dei cittadini, dovrebbe agire come fa un buon padre di famiglia, sostenendo tutti i suoi figli e non soltanto alcuni. Mi spiace molto rilevare che dall’emanazione della Legge 107/15 ad oggi sono state perpetrate discriminazioni nei riguardi della Scuola dell’Infanzia Statale e di tutti i docenti che vi operano con impegno e passione: assunzioni solo sui pochi posti determinati dai pensionamenti, niente fase C – il cosiddetto potenziamento – che ha permesso invece alla scuola Primaria e Secondaria di 1° e 2° grado di avere docenti in più per ampliare l’offerta formativa. Questa disparità di trattamento rispetto agli altri ordini di scuola non ha ragion d’essere né è suffragata da valide motivazioni. Non è scuola dell’obbligo, è stato detto: non lo è neppure l’ultimo triennio della Secondaria di 2° grado per la quale però il potenziamento c’è stato. Avrete il sistema integrato 0-6, dicono ancora…ma chi lo vuole?! La Scuola dell’Infanzia Statale, i bambini che la frequentano e i maestri che vi insegnano hanno diritto – e lo rivendicano – alla stessa considerazione degli altri ordini di scuola. Né più né meno. Potenziamento anche all’Infanzia e poi, dal basso dei miei 30 anni di insegnamento suggerirei l’obbligo scolastico per i bambini dell’ultimo anno di frequenza. E che le ingiustizie abbiano termine.

MARINA CASTELLI

Insegnante Scuola Infanzia Statale

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