Edilizia, serve velocizzare

  • Massimo Blasoni

In Italia per un permesso a costruire si attendono mediamente 233 giorni, in Germania 96, in Danimarca 64, negli Stati Uniti 78, nel Regno Unito 105. Negli ultimi 5 anni la richiesta di costruzione si è dimezzata per la crisi (dal 2008 a oggi il comparto ha registrato un calo del 23,78% degli occupati, pari a 464mila posti di lavoro) ma i tempi per l’ottenimento di una licenza edilizia non sono cambiati. È un evidente controsenso: il numero degli addetti pubblici non è diminuito e la mole di lavoro si è dimezzata. Con evidenti ricadute negative per i cittadini, per le imprese, per il nostro Pil che non riparte.

Supponiamo allora che, vinta una concessione, un gruppo di professionisti associati avesse il compito di evadere le pratiche edilizie, di predisporre l’istruttoria delle domande di contributo sulla prima casa nonché di occuparsi di altre funzioni di un ufficio tecnico comunale. Ipotizziamo inoltre che l’aggiudicazione della concessione dipendesse dalla produttività e dal costo del servizio. Non dovremmo ragionevolmente aspettarci pratiche evase molto più velocemente e da organici molto più contenuti e cortesi? Per dirne una, l'autorizzazione all’esercizio o il rilascio di una qualche certificazione non dipenderebbero più dal rientro delle ferie del funzionario Tizio o Caio.

La trasparenza dell'appalto verrebbe garantita stabilendo i requisiti tecnico-professionali dei partecipanti, la base d’asta economica, i limiti temporali per le risposte da restituire ai cittadini. Alla governance pubblica toccherebbe stabilire le regole del gioco e il relativo sanzionamento dei trasgressori mentre tutti gli atti di mera autorizzazione potrebbero essere demandati al sistema privato (notai, avvocati, ingegneri e architetti) anche perché già oggi la Rete consente di accedere a informazioni e banche dati che fino a ieri erano consultabili soltanto dagli uffici comunali, regionali e statali.

Se la concessione edilizia si sostanzia con il riconoscimento a un cittadino di un diritto a edificare, questo potrebbe insomma essere rilevato direttamente dal professionista che segue la pratica. Provate a immaginare con quale risparmio di tempi e di costi...

MASSIMO BLASONI, Imprenditore e presidente del Centro studi ImpresaLavoro

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