Quando la malattia diventa un vizio

  • Massimo Blasoni

OPINIONE. Dall'aprile del 2010 tutti i lavoratori dipendenti non sono più costretti a inviare a proprie spese i loro certificati di malattia tramite due raccomandate all’INPS e al proprio datore di lavoro. A sbrigare questa pratica sono adesso i medici di famiglia e ospedalieri, che hanno finora trasmesso via web all’INPS più di 71,5 milioni di documenti (di cui 17 milioni 526 mila nel 2014). Nonostante le novità di metodo, permangono alcuni vizi antichi del nostro sistema. I circa 3,2 milioni di dipendenti pubblici, infatti, si ammalano in media quasi il doppio delle volte dei circa 14 milioni di dipendenti privati registrati presso l'INPS e questo conferma un trend che i dati raccolti dall'Istituto Nazionale di Previdenza segnalano da più di qualche anno.

Dal 2011 al 2014 le giornate di malattia nel privato sono state all'incirca 312,1 milioni (di cui 77,1 milioni nel 2014), mantenendosi stabili ogni anno dopo aver registrato un calo iniziale di 2,4 milioni dal 2011 al 2012. Nello stesso periodo sono invece costantemente aumentate quelle nel settore pubblico, per un totale di oltre 116,7 milioni (di cui 31,5 milioni nel 2014). Rispetto al 2013, il numero dei certificati trasmessi l'anno scorso è poi calato del 3,2% nel settore privato e aumentato dello 0,8% in quello pubblico.

Difficile attribuire questi dati a mansioni più faticose svolte dai dipendenti pubblici coì come a luoghi di lavoro particolarmente insalubri. È invece molto più probabile che una ricorrente e 'sospetta' assenza dal posto di lavoro venga sanzionata dagli stessi colleghi nel settore privato, soprattutto nelle piccole imprese (numero medio di eventi di malattia e loro durata non a caso aumentano con l'aumentare della dimensione aziendale) mentre venga invece subìta con indifferenza da dirigenti e colleghi nel settore pubblico che, giova ricordarlo, sono nella quasi totalità assunti con contratti di lavoro a tempo indeterminato e godono di una sostanziale illicenziabilità di fatto.

Un dato curioso accomuna invece i due comparti: il giorno della settimana in cui inizia la malattia è molto spesso il lunedì. Una circostanza confermata anche nel 2014, col 30,2% dei casi nel settore privato e il 27,2% nella PA.

MASSIMO BLASONI
Imprenditore e presidente del Centro studi ImpresaLavoro

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